Enel e chebolletta, riaccendiamo la luce biancorossa

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20 novembre 2012

PESARO – Dopo la sconfitta con l’Enel Brindisi e con Chebolletta Cantù, alla Scavolini-Banca Marche pare un paradosso, sia andata via la luce. Un black out generale che non si riesce ad aggiustare, una centrale elettrica andata in tilt.

Barbour in azione. Foto Fraternale Meloni

I ragazzi di Ticchi sembrano veramente spenti e scoraggiati. Non più un gruppo ma una vera e propria Armata Brancaleone. Si continua ad alternare match sorprendenti ad altri altamente deludenti. Prima si superano i cento punti, la domenica seguente non si va più dei 55. Un vero andamento a singhiozzo, come un elettrocardiogramma. Abbiano ben cinque americani, un intero quintetto, ma insieme non riescono a completare un giocatore come si deve. Non abbiamo ancora capito i loro ruoli. Comprendiamo che, con questo budget, non si poteva pretendere la luna, però qualcosina si poteva fare.

Una squadra senza nerbo, senza talento, senza idee, svagata in difesa e confusa in attacco. Lo stesso coach non riusciamo a riconoscerlo, dove è finito il Ticchi grintoso, che si arrabbia in panchina, che sprona i suoi, che incoraggia a squarciagola.

In questo momento pare adeguarsi alla sua formazione, sembra a volte arrendevole.

Con le braccia incrociate ed immobile, sembra di essere ad una funzione religiosa e non ad una partita di basket. Non facciamo certo disquisizione tattiche o tecniche, ma solo una questione di carattere di mentalità. Non ammainiamo bandiera bianca, non è nello spirito del popolo biancorosso. Anche lo scorso anno abbiamo avuto degli impasse, nei momenti non felici, dei periodo no, ma ne siamo usciti alla grande. Forza ragazzi riaccendete la luce, la Scavolini non si può spegnere, Pesaro non sa stare al buio troppo tempo.

 

 

 

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