Savelli: “Provincia, salviamone anche il compito culturale”

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22 novembre 2012

dal presidente della 3° Commissione della Provincia di Pesaro e Urbino  Renzo Savelli riceviamo e pubblichiamo:

 

PESARO – Si è svolto alcuni giorni fa la riunione della 3° Commissione provinciale P.I., Cultura e Sport convocata dal suo presidente, il consigliere Renzo Savelli, e alla presenza del Vice Presidente della Provincia Davide Rossi per esaminare le iniziative in atto e la situazione della cultura alla luce delle nuove leggi sulle province.

Purtroppo il settore della cultura viene completamente sottratta alle competenze provinciali senza nemmeno esaminare se e come abbiano esercitato questo ruolo, soprattutto in favore dei comuni più piccoli.

La Provincia di Pesaro e Urbino infatti non ha contribuito solo al riequilibrio costa-entroterra attraverso l’opera di manutenzione portata avanti a suo tempo dal Megas o attraverso la costruzione di una serie di palestre-piscine coperte, ma anche attraverso la cultura.

Ricordiamo il coofinanziamento per la riapertura dei teatri storici comunali e l’istituzione della rete AMAT per organizzare una stagione teatrale annuale altrimenti possibile solo per i Comuni maggiori.

Ricordiamo inoltre la messa in rete di tutta una serie di iniziative, quali il sistema bibliotecario provinciale, il sistema dell’arte contemporanea (SPAC), incontri con l’autore, Andar per fiabe, teatro per i ragazzi ecc…, iniziative culturali tutte molto gradite e che hanno riscosso un successo crescente anno dopo anno. Anche nel settore dell’archeologia non sono mancati gli interventi, primo fra tutti il sostegno della campagna di scavi, d’intesa con l’Università di Urbino, che ha riportato alla luce il castello medioevale di Montecopiolo, l’aiuto alla copertura della Domus dei misteri di Sant’Angelo in Vado e di quella di Fossombrone, il progetto dei Borghi, il sostegno a tanti microprogetti e così via, per non parlare poi delle numerose e pregevoli pubblicazioni.

Tutte iniziative riconosciute estremamente valide non solo dall’intera commissione, ma dai Comuni tutti che hanno potuto utilizzare questo o quell’intervento. Oggi il rischio reale e non immaginario è che tutto il sistema culturale provinciale, fatta eccezione, lo ripetiamo per le iniziative dai due-tre Comuni maggiori, possa venire meno con un danno grave e al momento difficilmente calcolabile sia per il ruolo che la cultura esercita nella qualità della vita dei cittadini sia nell’indotto economico che comporta e che non va certamente sottovalutato. Non va taciuta infine l’esperienza di “Più cultura” primo ed unico esempio italiano di bilancio partecipativo applicato aggiunto alla cultura che ha già riscosso un primo significativo successo con la presentazione di ben 74 progetti. E’ ipotizzabile che, come già accaduto con la precedente esperienza dei luoghi più belli, la partecipazione questa volta sia ancor più massiccia poiché può avvalersi di due forme di adesione a questo o quel progetto culturale.

E’ auspicabile infine, a parere unanime della 3° Commissione Provinciale, che nel ridefinire le competenze delle Province, il compito di indirizzo e condizionamento venga mantenuto anche per il settore cultura proprio per il bilancio altamente positivo riscontrato in tale direzione vanno anche le chiare prese di posizione dell’Assessore Regionale alla Cultura Marcolini.

 

 

 

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