Allarme Confcommercio: “Il Res uccide le imprese”

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23 novembre 2012

Rifiuti

PESARO – Il decreto “Salva Italia”, convertito con modificazioni nella legge 214/2011, ha previsto la soppressione dell’attuale regime di prelievo sui rifiuti e la sua sostituzione dall’inizio del prossimo anno con il nuovo tributo “RES”. In attesa dell’emanazione dell’apposito regolamento ministeriale, l’entrata in vigore del nuovo regime tariffario dal primo gennaio 2013 comporterà un aumento spropositato delle tariffe sui rifiuti.

Questo l’allarme lanciato dalla Confcommercio: “L’entrata in vigore di questo tributo è motivo di grandissima preoccupazione in quanto rappresenta l’ennesimo balzello che le pmi devono pagare. Siamo di fronte a una vera e propria emorragia continua nei confronti delle categorie che rappresentiamo. Ed è curioso che si dica sempre che le piccole e medie imprese rappresentano lo scheletro del sistema economico del Paese e poi si trovi ogni strada per affossarle”.

Da uno studio della Confcommercio risulta che, dati alla mano, ci sarà un vero e proprio salasso per gli operatori commerciali e turistici. Nel 2013 le tariffe sui rifiuti pagate dalle aziende aumenteranno in media del 290%, con incrementi superiori al 400% per alcune tipologie di attività come la ristorazione, fino al 600% per l’ortofrutta e le discoteche. In base alle simulazioni, pescherie, negozi di fiori o pizzerie al taglio con un locale di 100 metri quadrati andranno a pagare 3.038,40 euro a fronte dei 401,35 dovuti nel 2012; discoteche e night club di 200 metri quadri passeranno da 558,90 a 4.433,91 euro; mentre andrà solo un po’ meglio, ad esempio, a edicole, farmacie e tabacchi da 30 metri, che passeranno da 103,50 a 192,20 euro. Il nuovo tributo comprende, oltre alla quota ambientale per lo smaltimento dei rifiuti, anche una quota ‘servizi’ per la sicurezza, l’illuminazione e la gestione delle strade”.

La Confcommercio si è già attivata scrivendo al ministro dell’Ambiente Corrado Clini rivolgendo un appello al governo affinché l’entrata in vigore della nuova tassa prevista dal decreto Salva Italia sia sospesa “almeno fino al primo gennaio 2014″, per evitare gli effetti devastanti per l’intero tessuto economico e imprenditoriale del Paese di un simile provvedimento.

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