“Strisciano” carte false in negozi compiacenti

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24 novembre 2012

Guardia di Finanza

Finanza al lavoro

PESARO – Sgominata organizzazione a delinquere dedita all’estorsione e alla ricettazione, nonché alla clonazione di carte di credito. Arrestati due pesaresi e un rumeno, sequestrate armi munizioni e carte elettroniche clonate. Il giro d’affari stimato è di 10 milioni di euro circa.

I militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Pesaro, gli agenti della squadra mobile di Pesaro e del commissariato di pubblica sicurezza di Urbino hanno eseguito 3 arresti nonché 30 perquisizioni nella provincia di Pesaro e Urbino e in altre regioni d’Italia (Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Trentino Alto Adige, Lombardia); complessivamente sono stati impiegati oltre 100 uomini.

L’operazione denominata Top-Up, coordinata dalla Procura della Repubblica di Pesaro, ha posto fine a una serie di condotte delittuose perpetrate da un sodalizio criminale composto da una coppia pesarese e da un cittadino di nazionalità rumena e da altri soggetti in fase di identificazione.

La donna, stilista di talento, pare fosse la mente del trio, mentre il compagno, ex pugile, e il rumeno con precedenti per rapina, furto e forse ex appartenente ai servizi segreti di quel Paese costituivano il braccio armato.

Le indagini hanno preso il via nel mese di marzo 2012, quando è stato scoperto uno “strano” utilizzo delle carte di credito in alcuni esercizi commerciali della provincia di Pesaro e Urbino.

Le attività info-investigative svolte (circa 65.000 i flussi di comunicazioni intercettati tra conversazioni telefoniche, dati via internet, caselle di posta elettronica) hanno permesso di accertare che i componenti dell’organizzazione si procuravano, grazie alle complicità a livello internazionale vantate dal rumeno, i codici di carte di credito di ignari cittadini esteri, per poi trasferirli su delle comuni carte dotate di banda magnetica, che venivano usate alla stregua di strumenti elettronici di pagamento.

L’utilizzo di queste carte avveniva in negozi di persone compiacenti situati nella provincia di Pesaro e Urbino e non solo, attraverso l’acquisto simulato di merci (abbigliamento, mobili, telefonia, ricariche telefoniche ed altro, le “strisciate” con le carte clonate avvenivano anche in stazioni di servizio, ristoranti e alberghi) o servizi.

L’attività investigativa ha dimostrato che alla banda spettava il 60% delle “strisciate” mentre ai commercianti assecondanti il 40%.

Il volume d’affari della banda smantellata è stato stimato in circa 10 milioni di euro .

Nel corso dell’operazione, oltre a 2 pistole (1 revolver e 1 beretta cal. 40), 4 caricatori di cui 2 inseriti nelle armi, centinaia di munizioni, giubbotti antiproiettili con piastra d’acciaio, coltelli, manganelli elettrici e strumenti per effrazione, sono state sequestrati lettori di bande magnetiche, carte di credito contraffatte, computer, apparecchiature elettroniche, telefonini, ricevute di pagamento, altra documentazione cartacea, supporti informatici.

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