Dieci domande ai direttori di Area Vasta e Marche Nord

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28 novembre 2012

PESARO – In attesa dei presidi che la Fp Cgil insieme a Uil Fpl di Pesaro e Urbino hanno deciso di indire il 12 e 13 dicembre davanti alle sedi dell’area vasta 1 e dell’azienda Marche Nord, la Fp Cgil ha deciso di inviare ai direttori delle due aziende della nostra provincia dieci domande. “Le risposte per la nostra organizzazione – scrive in una nota Roberto Rossini, segretario generale Fp Cgil – sono fondamentali per rendere partecipi i lavoratori e gli utenti rispetto ai che quotidianamente trattiamo, nell’ottica di conuigare i diritti dei lavoratori e l’esigenza di garantire la qualità dei servizi degli utenti. Per questo auspichiamo che le direzioni rispondano alle seguenti domande cogliendone lo spirito dialettico e di confronto”.

 

Al Direttore dell’area Vasta n. 1 chiediamo:

Le recenti delibere approvate dalla Giunta regionale pensa siano coerenti con il progetto riorganizzativo perseguito dall’Asur fino ad oggi? Pensa che il piano industriale della nostra area vasta, alla luce delle suddette delibere, sia ancora un obiettivo perseguibile o lavoro oramai inutile?

Considerato che in questo anno di vita dell’Area vasta l’integrazione dei servizi nel territorio, l’organizzazione dipartimentale e quella amministrativa si è rilevata alquanto confusa nelle limitate azioni intraprese, ritiene che il “nostro sistema sanità” sia ancora in grado di sopportare tutto questo?

La mancanza di un quadro chiaro di riorganizzazione dei servizi è fonte di grande incertezza operativa nel personale. E’ inutile negare il forte malcontento che si respira nelle “corsie”e nei servizi. Un ruolo importante in questo contesto potrebbero svolgerlo le RSU. Perché l’Azienda non ha pensato di convocare periodicamente un tavolo di confronto con i rappresentanti eletti dai lavoratori?

Per quale motivo l’azienda non pare interessata a raggiungere un’ intesa che porti alla sottoscrizione di contratto integrativo di Area Vasta al fine di uniformare le regole applicabili a tutto il personale delle ex tre zone territoriali?

Perché pur avendo sottoscritto l’accordo sulla produttività 2012 l’Area Vasta 1 non ha ancora provveduto ad erogare le relative somme al personale, visto che l’impegno dell’azienda era di pagare ad ottobre?

Quali attività e che ruolo saranno chiamati a svolgere l’ospedale di Urbino e gli attuali ospedali di polo alla luce dell’approvando decreto Balduzzi. A questo proposito perché si è proceduto a ridurre di 15 posti letto la medicina di Fossombrone e soprattutto perché ancora l’azienda non si esprime in merito alla loro riattivazione?

Sarebbe in grado di ipotizzare in concreto quali ricadute ci saranno nel nostro territorio in merito al taglio dei posti letto previsti dalla spending rewiev?

Per quale motivo l’azienda non fornisce ai sindacati la dotazione organica con le assegnazioni alla data di istituzione dell’Area Vasta n. 1 ed i posti vacanti, al fine di favorire scelte rispettose delle aspettative professionali e personali dei dipendenti?

Come intende utilizzare le risorse recuperate dalla riorganizzazione dei presidi ospedalieri, da destinare ai servizi territoriali dell’Area Vasta? Può indicarci alcuni interventi prioritari che intende mettere in atto per dare alcune risposte anche riorganizzative a quei servizi fondamentali per l’utenza che non godono di sufficiente attenzione anche mediatica?

L’anno sta per scadere e i lavoratori della operativa la Ginestra al 31 dicembre perderanno il loro posto di lavoro a seguito della decisione dell’Asur di interrompere l’appalto in essere con la stessa. Rispetto alle tante dichiarazioni di impegno da parte della politica e delle istituzioni locali, che azioni concrete si stanno mettendo in atto?

Al Direttore dell’Azienda Marche Nord chiediamo:

Le recenti delibere approvate dalla Giunta regionale pensa siano coerenti con il progetto istitutivo della nuova azienda Marche nord? Se pensa di sì ci può spiegare come?

Pensa che il piano industriale di area vasta geograficamente intesa, alla luce delle suddette delibere sia ancora pienamente attuabile o solo parzialmente?

Non pensa che sia improcrastinabile il tempo di rivedere totalmente quei piani e riaprire una fase di confronto con le parti sociali e le istituzioni locali per giungere al più presto ad un modello di riordino condiviso di tutta la sanità regionale?

Alla luce di quanto emerge dalla proposta di riforma sanitaria, se dovesse essere approvata, quali prospettive ha secondo lei lo sviluppo dell’Azienda Ospedaliera Marche Nord?

In considerazione del previsto trasferimento della gestione delle funzioni di coordinamento di emergenza territoriale (118) e di trasporto sanitario all’Area Vasta territoriale, come pensa di risolvere il problema di trasporto sanitario interno all’Azienda che attualmente è svolto da quel personale, essendo la stessa organizzata su tre presidi ospedalieri?

A che punto è il previsto riordino dell’organizzazione dell’assistenza ospedaliera per intensità di cura e come è coinvolto il personale amministrativo, sanitario e tecnico sanitario nel processo?

Non pensa che siano necessari sforzi aggiuntivi per implementare l’informatizzazione della struttura ospedaliera, anche confrontando strutture sanitarie simili alla nostra in dimensione e mission, e quindi implementare la struttura dei servizi ad essa dedicata?

Sarebbe in grado di ipotizzare in concreto quali ricadute ci saranno nel futuro assetto organizzativo dell’azienda in merito al taglio dei posti letto previsti dalla spending rewiev e alla chiara indicazione in essa contenuta di farvi fronte riducendo le unità operative complesse?

Non pensa sia opportuno che l’azienda al fine di far fronte alla evidente carenza strutturale del blocca operatorio di Fano, persegua la possibilità di prendere in gestione dall’asur il nuovo blocco ospedaliero dell’ospedale di Fossombrone, per poter svolgere in quella struttura almeno in parte le attività di Fano almeno in attesa che non si sistemi dal punto di vista delle strutture la situazione fanese?

Dopo il disagio creato agli utenti a seguito della decisione presa dalla direzione dell’azienda di introdurre l’obbligo della prenotazione per le attività di prelievo nel laboratorio analisi, non crede sia possibile cercare soluzioni alternative a quel tipo di organizzazione, allo scopo di venire in contro almeno alle esigenze dei cittadini non autosufficienti?

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