Autotrasporto, a rischio 200 imprese della provincia

di 

29 novembre 2012

autotrasporto

PESARO – Entro il prossimo 4 dicembre scade l’obbligo di adeguamento ai requisiti imposti dall’Europa per l’accesso alla professione di autotrasportatore. In provincia di Pesaro e Urbino sono interessate 800 imprese. Di queste 200, a causa della crisi, rischiano la chiusura forzata. L’allarme è lanciato da Cna-Fita delle Marche che denuncia come le nuove disposizioni decise dalla Ue, applicate in un momento di grave crisi come questo, possano mettere in ginocchio molte piccole e medie imprese del conto-terzi.

“Infatti – spiega il presidente di Cna-Fita delle Marche, Olindo Brega – l’Unione Europea ha stabilito l’obbligo di dimostrare la capacità finanziaria (valore patrimoniale delle imprese), vincolato al possesso dei veicoli immatricolati. Questo significa che molti padroncini, avendo bilanci in negativo (dovuti in molti casi anche a mancati pagamenti e fallimento dei propri committenti), e poca patrimonializzazzione (basso valore residuo dei mezzi utilizzati), rischiano di non avere i requisiti indispensabili per continuare la loro attività”.

“Dal 4 dicembre il rischio per tutte queste imprese – aggiunge il responsabile provinciale di Cna-Fita Riccardo Battisti – è di vedersi cancellata l’attività dagli uffici provinciali e quindi l’automatica chiusura dell’impresa”. Secondo le stime elaborate dal Centro studi della Cna si calcola che nelle Marche possano perdere la fonte di sostentamento oltre 1.000 famiglie. Un rischio che va assolutamente scongiurato secondo la Fita.

“E’ dallo scorso anno – aggiunge Battisti – che andiamo denunciando le conseguenze derivanti da una ferrea applicazione delle disposizioni Ue in materia di disciplina dell’autotrasporto merci.

“Chiediamo per questo che l’Upi (Unione delle Province) delle Marche, si faccia carico delle gravi conseguenze che ciò comporterebbe all’economia della nostra regione semplificando immediatamente le procedure burocratiche che la normativa impone armonizzandole sul territorio regionale ed in particolar modo permettendo alle imprese di dimostrare tale requisito essenziale attraverso forme più semplici e meno onerose. Tra queste la stipula di una polizza assicurativa che garantisca l’adeguamento alla normativa per i requisiti richiesti dalla Ue”.

“Non vorremmo – concludono Brega e Battisti – che questo dell’adeguamento dei requisiti professionali si trasformasse in un caso esemplare di burocrazia che finisce per uccidere le imprese”.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>