Ricciatti (Sel): “Hanno vinto gli elettori, non vincono renziani né la classe dirigente del nostro Pd”

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29 novembre 2012

Lara Ricciatti

Lara Ricciatti, segretario provinciale Sel (foto tratta da Facebook)

di Lara Ricciatti*

Queste primarie ci presentano un risultato lampante, chiarissimo, e declinare la lettura in questa provincia è – sotto certi aspetti – ancor più semplice.

Il primo dato, più importante, è quello della partecipazione: ben oltre le più rosee aspettative, e questa è innanzitutto una risposta ed una reazione all’antipolitica; delle primarie vere senza nomi di vincitori già scritti in partenza. Per questo leggo con entusiasmo il risultato ottenuto da un terzo incomodo come Nichi Vendola.

Rispetto al quadro provinciale, il dato onesto che va riconosciuto è che vince il centro sinistra intero, ma nessuno può cantare vittoria: nonostante l’affermazione di Renzi, non vincono i renziani; non vince Solazzi e non vince Minardi. Perde invece il modo di amministrare, troppo autosufficiente e slegato dagli elettori, della classe dirigente del Pd che sosteneva Bersani. I dati questo ci dicono, basta osservare la debacle di Bersani a Colbordolo, dove perde Palmiro Ucchielli, non vince Solazzi. Osserviamo Fano, dove il Pd ha passato gli ultimi anni ad accoltellarsi, e quindi perde l’apparato del Pd. Non vince Minardi, vince la voglia di urlare basta, vince il principio della rottamazione indiscriminata. Lo stesso vale per Urbino e per alcune zone di Pesaro.

Ora tutti si chiedono cosa farà Sel, cosa faranno gli elettori di Nichi Vendola, soprattutto in una provincia come questa, dove risiedono gran parte degli esponenti politici regionali.

E’ ovvio che le politiche che perora Renzi sono molto lontane dal nostro modo di intendere la politica, non abbiamo gradito le dichiarazioni del sindaco di Firenze sui diritti dei lavoratori, sull’articolo 8, sul sostegno in prima battuta a Marchionne e sulla discutibile scelta di aprire al mondo dei capitali alle Cayman. Non siamo vicini a linee liberiste come quelle di Zingales, Ichino e Alesina. Non condividiamo la politica basata sulla comunicazione modellata dall’ex guru di Mediaset Giorgio Gori.

Diventa veramente difficile per noi sostenere questo tipo di politiche, ma allo stesso tempo, guardando i nostri interlocutori locali dell’area Bersani, comprendo le difficoltà di parte del nostro elettorato nel sostenere chi ha ideato il maledetto modello Marche-Macerata (alleanza Pd Udc), o di chi ha trattato, per troppo tempo ed in maniera imperterrita, Sinistra Ecologia Libertà con sufficienza e con pressapochismo. Troppe volte le nostre posizioni hanno trovato indifferenza, e soventemente le nostre proposte sono rimaste inascoltate: penso alla vicenda di Marche Multiservizi piuttosto che alla questione dell’Ospedale Unico.

Per questi motivi, credo convintamente che vince in questa provincia la richiesta di cambiamento, rispetto a chi ha gestito, tatticamente, le amministrazioni ed i partiti che la governano.

Fatta questa lettura, doverosa a livello provinciale per interpretare e capire i sentimenti del nostro elettorato, credo altresì che sia un errore votare politiche nazionali in base agli interlocutori locali; è necessario scindere i due piani, e ripartire dalle riflessioni di autocritica che alcuni esponenti dell’area Bersani hanno fatto in queste ore, soprattutto nei rapporti con Sinistra Ecologia Libertà.

Questa sera Nichi Vendola terrà un’iniziativa pubblica con Pierluigi Bersani a Napoli, e la sua indicazione di voto è palese. E’ anche vero che Bersani ed i bersaniani non devono convincere me o la classe dirigente, ma una platea molto più vasta di cui una buona parte non è ancora convinta di votare il segretario del Pd. Resta il fatto che una larga parte dei volontari vendoliani garantiranno la loro presenza nei seggi domenica per le operazioni di voto.

*Coordinatrice provinciale Sel

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