Vuelle, 7 sconfitte consecutive. L’analisi

di 

3 dicembre 2012

PESARO – Ultimi da soli. Se erano prevedibili le difficoltà di una Scavolini Banca Marche costruita in ritardo con pochi soldi ed idee, le sette sconfitte consecutive hanno acuito gli enormi problemi di questa Vuelle e non è più possibile procrastinare l’inevitabile: si deve mettere mano al portafoglio e cercare di migliorare una situazione non più sostenibile, ma il portafoglio di chi? Alla fine si dovrà bussare sempre da patron Scavolini che sa che nei momenti difficili è sempre lui quello chiamato a riempire le casse societarie con i partner che difficilmente lo sosterranno, ma il presidente onorario aveva dichiarato in estate che abbinare il suo nome ad una squadra ultima in classifica non sarebbe stato di nessuna utilità dal punto di vista del marketing e se si riuscirà a tirar fuori la squadra dai bassifondi tutti ne trarranno benefici.

Scavolini Siviglia-Milano, Simone Flamini

Simone Flamini. Foto Giardini

Ma non sarà affatto semplice riuscirci, non ci sono veri punti di riferimento dai quali ripartire, nell’ultimo mese solo due giocatori non hanno fatto danni, ma Cavaliero rimane un play di rottura al quale chiedere 15-20 minuti di qualità dietro al regista titolare e Crosariol, pur avendo disputato una discreta stagione finora, continuerà ad andare in difficoltà contro avversari più atletici ed avrebbe bisogno di un cambio adeguato a coprirgli le spalle. E il resto? Potendo andrebbe cambiato quasi tutto con il solo Flamini che meriterebbe di giocare una decina di minuti come specialista difensivo, mentre una batteria di stranieri di livello così basso è difficile da ritrovare nella lunga e gloriosa storia della Victoria Libertas. Ma non si possono cambiarli tutti, sia per il discorso economico, sia per i regolamenti da rispettare con il numero massimo di tesseramenti annui che non si può superare. Così si dovrà ampliare la ricerca e non soffermarsi solamente sul playmaker, ma spaziare a 360° cercando giocatori in tutti i ruoli ad eccezione del pivot, se ci fosse un ala piccola di buon livello disponibile lo stesso Antwain Barbour potrebbe essere sacrificato, se veramente Jumaine Jones fosse disponibile a tornare a Pesaro anche Lamont Mack non sarebbe immune dal taglio. Chiaro che i meno difendibili rimangono i due presunti playmaker: Reggie Hamilton sa ormai di avere le valigie in mano da una decina di giorni e si dovrà convincerlo ad accettare le offerte in Legadue per risparmiare una parte dell’ingaggio, Denis Clemente rimane l’acquisto più inspiegabile della Vuelle in questo ventunesimo secolo e qualsiasi alternativa andrebbe bene.

IL MOMENTO DELLA SQUADRA:

Zare Markovski ha dichiarato che se l’aspettava, anche se crediamo che un minimo di reazione dai suoi la poteva pretendere, invece è stata la solita Scavolini Banca Marche, quella che regge all’inizio quando i titolari sono ancora lucidi, ma che appena comincia ad andare sotto nel punteggio si disunisce completamente non trovando dalla panchina le risorse per limitare i danni, la cosa preoccupante è che si continua a perdere per propri demeriti e non per le grande prestazioni degli avversari, anche domenica la Virtus non è sembrata dominante e ha avuto bisogno del solito Mason Rocca per fare il break che ha deciso l’incontro. In compenso la Vuelle sembra una squadra ancora in precampionato, lo dichiarava Ticchi dopo l’arrivo di Clemente affermando che il cambio in cabina di regia andava assimilato dal gruppo e ci sarebbe voluto tempo per remare tutti dalla stesa parte, lo ha detto anche Markovski che chiede ancora qualche settimana per valutare il suo impatto sul gruppo. Il problema è che siamo a dicembre e il tempo è finito da un pezzo, non siamo gli unici ad avere cambiato il coach e anche le altre formazioni hanno sostituito e migliorato il proprio roster, riuscendo comunque a vincere qualche partita più della Vuelle e soprattutto dimostrando di aver voglia di lottare, basta vedere cosa sta succedendo a Caserta, vincente anche contro Cantù con soli sette uomini nella rotazione, ma i campani sono già arrivati a 10 punti, gli stessi di Milano per intenderci.

Sarà una settimana movimentata in Largo Ascoli Piceno, divisa tra procuratori che cercheranno di piazzare i loro assistiti e la dirigenza pesarese che inseguirà sogni proibiti (Jones e Mancinelli) senza avere i soldi e il carisma per convincerli a venire a Pesaro, Montini ed Ebeling quando hanno avuto le spalle al muro e poco tempo per decidere sono riusciti a prendere un lungo a fine carriera come Sylvere Bryan che a Venezia era il quarto lungo nelle rotazioni e un playmaker che avrebbe difficoltà anche in serie B come Denis Clemente: due scelte non proprio azzeccate se vogliamo dire così. Sarà il caso di non prendere decisioni avventate, ma di valutare bene quello che il mercato offre nella sua globalità, non limitandosi alla ricerca di un esterno ma spaziando in tutti i ruoli e in tutte le nazioni, compreso l’immenso serbatoio dei paesi dell’Est europeo, la prossima partita sarà contro l’Armani e non ci facciamo troppe illusioni, ma dopo ci sarà la pausa dell’All Star Game e si tornerà in campo il 23 dicembre per la trasferta di Cremona, lì la Scavolini Banca Marche dovrà far vedere il suo lato migliore, altrimenti il campionato avrà già trovato la squadra che retrocederà.

 

I PIU’ ……

Andrea Crosariol: Le cifre dicono che è il migliore pivot italiano del campionato e uno dei primi quattro-cinque centri in assoluto. A vederlo dimenticarsi di chiudere in difesa sui pick and roll e rimanere spesso nella propria metà campo sui contropiedi avversari, ci prende qualche dubbio sul livello della stagione, ma quello del pivot titolare è uno dei pochi problemi da non dover risolvere.

Daniele Cavaliero: Le solite palle perse e la solita confusione nel dirigere il gioco, ma il triestino sembra uno dei pochi a metterci il cuore in un gruppo di mercenari senza talento.

Selezione dei tiri: Markovski ha provato a cambiare qualcosa in fase offensiva, rinunciando all’inizio al solito tiro al piccione da fuori cercando spesso il passaggio dentro l’area. Ma nel secondo tempo la Vuelle è ricascata nel vecchio vizio di cercare di risolvere tutto sparacchiando solamente da sette metri, uno dei tanti problemi che il coach macedone dovrà risolvere.

… E I MENO DELLA SFIDA BOLOGNA – PESARO:

Reggie Hamilton: Non sarà semplice convincere qualche squadra di Legadue a tesserarlo, magari indorandogli la pillola dicendo che il ragazzo non si è ambientato a Pesaro, ma è doveroso liberarsi di questo giocatore che non ha mai fatto vedere uno sprazzo di classe in questi tre mesi alla Vuelle.

Denis Clemente: Sarebbe utile solamente in un basket senza difese, dove vince chi arriva prima dall’altra parte con il pallone in mano, per il resto rimane misterioso il motivo del suo ingaggio, a meno che qualche procuratore dovesse riscuotere qualche favore precedente.

Tiri liberi: Deficitaria sia la percentuale (50%), sia il numero di liberi tentati (appena otto), se non attacchi mai il canestro difficile procurarsi falli a favore e se il bomber della tua squadra fa uno su quattro dalla lunetta, capisci perché sei ultimo in classifica.

DAGLI ALTRI PARQUET

Cade per la prima volta la capolista Varese sul campo di una Roma in grossa crescita, continua il momento delicato di Milano sconfitta in casa da Sassari, l’altra vittoria esterna della giornata arriva da Reggio Emilia per merito dell’Enel Brindisi. Clamorosa sconfitta di Cantù sul campo di una Caserta arrivata addirittura in zona Coppa Italia, mentre gli spareggi salvezza se li aggiudicano Cremona ed Avellino, rispettivamente contro Venezia e Biella. Siena – Avellino è il posticipo del lunedì.

Un commento to “Vuelle, 7 sconfitte consecutive. L’analisi”

  1. Fabrizio scrive:

    Basta con questi spettacoli osceni, non sono più sopportabili. Che senso ha contiunuare a fare figuracce in tutti i
    parquet italiani? Noi pesaresi siamo stanchi di farci sputtanare da questa armata brancaleone degna solo degli
    squallidi spettacoli da circo. Se i giocatori hanno colpe indiscutibili, ma solo dal punto di vista tecnico perchè sono
    dei somari, le responsabilità maggiori sono della società, che li ha scelti senza un briciolo di considerazione in
    prospettiva di squadra. Hamilton è inguardabile, Barbour potrebbe giocare al massimo con il circo Togni, Mack
    non si capisce cosa sia, Clemente farebbe fatica ad emergere anche in C2, Bryan assomiglia sempre di più al
    peggior Tarozzi(per la fortuna di chi non lo ha conosciuto) e gli italiani, tolti Crosariol ed in parte Cavaliero sono
    da basket amatoriale. Retrocedere lottando sarebbe brutto ma accettabile, farlo facendo schifo e facendo ridere
    tutti coloro che si intendono un pò di basket, sarebbe estremamente offensivo verso la città di Pesaro.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>