Dal carcere all’artigianato: Semi di Zucca, briciole di storia

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6 dicembre 2012

PESARO – Il progetto nasce per dare uno sbocco reddituale ad alcune detenute che hanno acquisito competenze grazie al laboratorio “Libere di fare” attivato nella sezione dalle operatrici di “Riù, la ludoteca del riuso” della Cooperativa Labirinto. L’evoluzione del laboratorio in carcere da attività ricreativa ad attività lavorativa di oggetti di artigianato artistico con materiali riciclati ha un valore insostituibile per il percorso educativo che va dalla reclusione all’ inclusione, nessun sistema educativo o rieducativo può essere svolto interamente nell’istituzionalizzazione e nell’isolamento.

Il passaggio da una proposta di laboratorio ad una professionale porta le detenute ad una diversa assunzione di responsabilità, responsabilità contenuta nel contratto che ogni lavoratore ha con chi gli commissiona un lavoro; tutti sappiamo che la capacità di assumersi la responsabilità ricevuta, corrisponde nel patto datore-lavoratore, ad un compenso economico, lo stipendio e questo seppure parte fondamentale non esaurisce il valore del rapporto professionale perché il lavoro è per ognuno di noi indipendenza economica ma anche emancipazione e riconoscimento sociale. Le officine attualmente saranno nella sezione femminile del carcere: gli oggetti costruiti nelle officine dovranno avere un posto dove poter essere acquistati; ogni oggetto, costruito principalmente con materiali di recupero sarà testimonianza: della ricchezza della semplicità, della relatività dei punti di vista, della ricerca delle connessioni, della potenzialità dei limiti, dell’importanza del processo, della necessità dei vincoli. Ogni oggetto, attraverso un linguaggio che farà incontrare il mondo dell’educazione con quello del design, parlerà della cura e della bellezza, e per questo potrà essere acquistato. Il negozio potrà essere un “ponte” tra i luoghi dell’emarginazione e della diversità (della disabilità del disagio), e quelli dello scambio e del mercato. I prodotti che saranno venduti nel negozio, nel portare avanti il fine di dare sostegno alla dignità e al diritto al futuro di ogni persona, dovranno necessariamente assicurare anche onestà e trasparenza al processo che va dal progetto, passando per la costruzione, fino alla vendita e per questo sono state necessarie alcune collaborazioni: 1. saranno realizzati dal lavoro delle detenute assunte con contratto lavoro a domicilio dalla cooperativa T41; 2. saranno venduti da un soggetto accreditato, ai fini della regolarizzazione fiscale (scontrino o ricevuta fiscale), per la vendita dei prodotti, quindi dalla Bottega del mondo equo e solidale; 3. il progetto “Semi di zucca” è un progetto culturale della Cooperativa Labirinto.

 

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