“Mi piace tutto di Pesaro, città e ambiente”

di 

6 dicembre 2012

PESARO – Lunedì sera, nel posticipo dell’11^ giornata di andata, la Scavolini Banca Marche ospiterà l’EA7 Emporio Armani Milano che vive un periodo difficilissimo. Prima di Pesaro, i milanesi dovranno giocare, e vincere, venerdì sera contro lo Zalgiris di Kaunas per non fallire l’obiettivo della qualificazione alle Top 16 di Eurolega.

Blanca e Sergio Scariolo, elegantissimi

Blanca e Sergio Scariolo, elegantissimi

Cosa succede a Milano? Perché non chiederlo a Blanca Ares, che, prima di essere moglie di Sergio Scariolo, è stata campionessa d’Europa, migliore giocatrice continentale e apprezzata commentatrice delle partite di basket trasmesse da Canal +, la televisione satellitare a pagamento.

Blanca, l’Italia era nel suo destino: campionessa europea con la Spagna a Perugia (1993), poi Sergio Scariolo, suo marito, quindi Milano.
“Sono abituata a muovermi, è una scelta che mi accompagna da sempre…”. Infatti, tempo fa ha raccontato che a 11 anni si trasferì da Madrid a Las Palmas, isole Canarie, per “colpa” del lavoro del padre… “Ancor più dopo avere conosciuto Sergio. Sapevo che la nostra vita sarebbe stata un giorno qui e un altro là. Mi adatto tranquillamente al posto dove andiamo. Siamo stati in Russia e mi sono trovata bene, anche se faceva molto freddo. L’Italia mi piace tanto: è vicina alla Spagna e ha un modo di vivere abbastanza simile per cultura e mentalità…”.

Sergio le avrà parlato di Pesaro, tappa fondamentale per la sua carriera di allenatore…
“Non la conoscevo, ma l’anno scorso sono stata a Pesaro con i miei bambini Alessandro e Carlota. Abbiamo seguito l’Armani impegnata nelle semifinali. Sergio me ne aveva parlato benissimo. A me è piaciuta molto sia come città sia come ambiente. A Pesaro si respira un’aria simile alle città spagnole che amano la pallacanestro…”.

Lunedì sera la vedremo all’Adriatic Arena?
“No, sarò in Spagna… Cadena Cope (una catena radiofonica nazionale; ndr) ha promosso il premio dell’eleganza e, bontà sua, mi ha scelto quale donna più elegante della Costa del Sol (che comprende anche Marbella, dove la famiglia Scariolo vive; ndr). Mi premieranno alle ore 20,30 di lunedì, alla stessa ora di Scavolini-Armani. Il premio all’uomo più elegante è andato a Julio Baptista, calciatore del Malaga (ex della Roma; ndr)”.

Seguirà la partita con il cuore…
“…col cuore? Mamma mia, mai ho sofferto così tanto come quest’anno. Sono nel mondo della pallacanestro da più di vent’anni, ma non ho provato mai quello che mi sta accadendo adesso. Vede, lo scorso anno Siena era più forte di Milano, non ho alcun dubbio: avevano una grande squadra. Quest’anno, però, credevo fosse arrivato l’anno dell’Armani. Ci credo ancora, ma quanta sofferenza!”.

Sei mesi fa all’Adriatic Arena ventimila persone per le due partite di semifinale tra Scavolini e Armani. Sei mesi? Sembra passato un secolo… Conosciamo i motivi Pesaro, non capiamo i problemi di Milano.
“La mia esperienza dice che durante una stagione accadono tante cose, e che molte di queste non si possono controllare. A Milano pensavamo di avere una squadra forte, che ora fosse fra le prime del campionato. Uno prende giocatori e organizza la squadra pensando di avere fatto il meglio, ma nella gestione di un gruppo incidono tanti fattori che non sempre pendono dalla stessa parte. Talvolta, neppure l’allenatore riesce a capire cosa succede, anche se lavora con impegno 12 ore al giorno, tutti i giorni, per mettere nella condizione migliore i giocatori che non sono ancora al 100 per cento. Confido, però, che più avanti, quando si deciderà la stagione, l’Armani sarà nel posto che le appartiene. Ho fiducia”.

Visto in tv, Sergio mi sembra più frustrato che arrabbiato.
“Quando i risultati non accompagnano il lavoro a cui dedichi anima e corpo, non puoi essere felice; ti senti triste, quasi impotente. Soprattutto se queste difficoltà arrivano dopo tante stagioni ricche di successi, magari non iniziate bene, ma concluse con un buon piazzamento o addirittura una finale. Oggi Sergio si sta impegnando per trovare una soluzione ai problemi, per capire per quale motivo la squadra non funziona. Sono convinta che ci riuscirà. Non dimentichiamo, però, che una squadra è formata da dodici giocatori, e ognuno ha la sua testa. Così l’allenatore deve essere anche psicologo, papà, confessore: non è facile”.

(1-continua venerdì)

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>