Ricci contro Rosy Bindi (e le deroghe), risalto nazionale

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6 dicembre 2012

PESARO – “Macché rottamazione. Rosy Bindi non ne vuole sapere di lasciare la poltrona e dopo 23 anni in politica e cinque legislature se ne frega della regola dei 15 anni e non di più ed è pronta a “riciclarsi” per altre quattro volte”.

Matteo Ricci

Il presidente Matteo Ricci

Inizia così l’articolo di Libero (sullo stesso tema, oggi, c’è un pezzo anche de Il Giornale), che racconta come “i rottamatori bersaniani”, definiti anche “Giovani bersaniani”, una volta sconfitto il rottamatore Matteo Renzi, si siano messi di traverso e non vogliano che all’ex ministro venga concessa la deroga. “Su Twitter in particolare – si legge – il popolo “democratico” si infuria invitandola non proprio gentilmente a farsi da parte seguendo l’esempio di Veltroni e D’Alema. E persino la portavoce di Pierluigi Bersani, Alessandra Moretti, sottolinea che “le regole devono valere per tutti. E dopo 15 anni in Parlamento si deve tornare a fare quel che si faceva prima oppure ricavarsi altri ruoli, come il sindaco o l’assessore”.

A decidere sul futuro della Bindi sarà la direzione del partito. Grande risalto per le parole di Matteo Ricci, presidente della Provincia di Pesaro e Urbino e coordinatore dei bersaniani nelle Marche, che nei giorni scorsi aveva rilanciato l’idea delle primarie per i parlamentari (per ovviare all’attuale legge elettorale) e posto il punto, inderogabile, dello stop alle candidature dopo il terzo mandato: “Quando arriverà il momento io voterò contro la deroga – ha rimarcato Ricci – E non sarò il solo”. Ecco la replica della Bindi: “Ho resistito a vent’anni di berlusconismo, figuriamoci se non resisto ora”.

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