Il fantastico giovedì di tre grandi ex

di 

7 dicembre 2012

PESARO – Non per vivere di rimpianti, neppure per flagellarci, solo per applaudire chi ha fatto parte della storia recente di una gloriosa società.

James White in maglia New York Knicks

Marco Cusin è stato fondamentale, giovedì sera, nella bella vittoria (76-70) di Cantù sul Real Madrid. Per l’ex biancorosso 10 punti con 5/6 al tiro, 7 rimbalzi, 1 assist e 1 stoppata data e una incredibile presenza nell’area pur davanti a gente come Mirotić, Begić e Reyes.

Sempre in Eurolega, Richard Hickman, passato in poco più di un anno da Casale Monferrato a Pesaro e da qui a Tel Aviv, ha dato spettacolo in Polonia, sul campo dell’Asseco Prokom Gdynia, trascinando al successo il Maccabi che per qualche ora ha dimenticati il vergognoso caso Pnini (sospeso a tempo indeterminato per insulti razzisti a un avversario), al successo. Per Rich, 20 punti con una eccellente prestazione al tiro: ¾ da 2, 2/4 da 3, 8/9 dalla lunetta e 3 assist.

Qualche ora dopo, dal parquet di South Beach arrivava la bella priva di James White, finalmente con un minutaggio decente in maglia Knicks. Forse anche per l’assenza di Carmelo Anthony, che ha dato forfait durante il riscaldamento, James è stato sul parquet per 16 minuti e 39 secondi, chiudendo con 2/2 da 2, 1/1 da 3 (7 punti). Primi sorrisi per “The Flight”. Intanto i Knicks, che hanno espugnato Miami con 20 punti di margine (112-92) hanno il miglior record nella Eastern Conference (14 vinte, 4 perse: 0,778).

Cusin e Hickman non dimenticano, grati a Pesaro per quanto hanno ricevuto. Non sappiamo di White, non lo seguiamo nei social network, ma ricordando che lo scorso anno non aveva dimenticato l’importanza della stagione trascorsa a Sassari, siamo convinti che farà altrettanto con Pesaro.

Ovviamente, poco da aggiungere sull’altro grande ex, di Daniel Hackett, che anche a Siena, dove l’asticella – per dirla alla Markovski – è più elevata, dovendo disputare anche l’Eurolega, sta confermando, il suo valore. Daniel è uno di noi, innamorato come noi della Victoria Libertas.

Ricordato tutto questo anche a chi, in città e nel mondo del “vuoto etico” (così Lord Leveson definisce internet), continua a sollecitare il “falegname” (pare che chi usa questo termine non sia un Premio Nobel, un mago della cardiochirurgia…) a tirare fuori i soldi, è bello osservare che le scelte degli scorsi anni erano state felici e vincenti. E quelle di quest’anno figlie di un budget ridotto all’osso. Perché – in tutta sincerità – ci sentiamo solo di contestare una scelta alla società di Largo Ascoli Piceno: avere presentato Hamilton come un playmaker. Il resto no, erano scommesse, purtroppo perse. E Scavolini sta cercando di rimediare, con i soldi suoi, non con i nostri.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>