Markovski: “Hanno grande talento ma giochiamocela”

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8 dicembre 2012

Zare Markovski

Zare Markovski (foto tratta da virtus.it)

PESARO – “Ci attende una partita difficilissima. Il loro spessore tecnico è notevole e anche se risultati e classifica parlano diversamente, il rendimento individuale è alto. Loro sanno le ragioni di un rendimento che li ha portati all’ottavo posto, pur essendo attrezzati per vincere il titolo”. Così, all’ora di pranzo di giovedì, parlò Zare Markovski, presentando l’EA7 Emporio Armani, avversario lunedì sera della sua Scavolini. Non dovrebbe avere cambiato opinione osservando, venerdì sera, l’ennesima sconfitta della squadra allenata da Sergio Scariolo, prossima alla cocente delusione della mancata qualificazione alle Top 16, centrata lo scorso anno, gettata al vento questa stagione con scellerate partite casalinghe culminate in sconfitte clamorose. L’ultima, appunto, venerdì sera, sotto la squadra amareggiato di Giorgio Armani.

Arriva a Pesaro una squadra che appare priva di anima, di dignità. Avete visto la partita di giovedì con lo Zalgiris, i passaggi indecenti di Fotsis e Bourousis, la rimessa in gioco sul 58-55 finita nella propria metà campo?

Ah, se la Vuelle avesse un pochino di talento in più!

Il talento, sia pure improduttivo, abbonda invece in un’EA7 clamorosamente vicina a cambiare sponsor: EA0 appare il nome giusto per giocatori che non mostrano anima, orgoglio, dignità, che non difendono un marchio famoso nel mondo. Anni fa, ultras lombardi contestarono un mio articolo, scritto dopo una pesante sconfitta dell’Olimpia sul parquet dell’Adriatic Arena. Avevo raccontato che più che Armani Jeans era sembrata un’Armani Slip. Ovviamente, i coraggiosi di internet, protetti dall’anonimato, scrissero che avevo la faccia come il cu.. Contenti loro.

Dunque, il talento che coach Markovski riconosce ai “lumbard”, passa soprattutto dalle mani di Langdorf… “Quando i giochi sono fermi, rotti, la sua bravura inventa canestri…”.

Quando Milano firmò, due anni fa, Antonis Fotsis, ala di 209 centimetri, primo greco a giocare nella Nba, una bacheca ricca di trofei di squadra e individuali (recordman di Eurolega per rimbalzi in una partita: 24!) conquistati con il Panathinaikos Atene e con il Real Madrid, con la Dinamo di Mosca e ancora il Panathinaikos, il parere è unanime: un gran colpo per Milano.

“Non è più il giocatore di una volta, non ha entusiasmo, voglia di emergere, gli anni migliori sono alle spalle” commenta Markovski, che però aggiunge subito: “Magari l’avessimo noi. Per non mi soffermerei su Fotsis, pensiamo alla nostra squadra…”.

Quando la partita inizia si è in parità: 0 a 0. Ora, con tutto il rispetto per il talento (inespresso) di Milano, la Vuelle deve provarci, magari imitando Avellino, anche se poi si dice che Milano soffra più in casa…
“Non è facile giocare se il tuo pubblico mugugna, ma i loro problemi tecnici li hanno anche in trasferta, dove hanno perso partite che dovevano vincere se vogliono essere una squadra da scudetto, per conquistare una migliore posizione prima dei playoff. Per noi, meglio giocarla a Pesaro che a Milano”.

Come giocarla?
“In difesa, se non non puoi importi individualmente, meglio chiudersi a zona, sperando che loro non siano in giornata. Poi se hai difficoltà a vincerla, prova a nasconderti per non perderla. Infine, che il cielo ce la mandi buona…”.

Due partite, altrettante sfide a sue ex squadre. Se con Sabatini, deus ex machina della Virtus bolognese, non sono mancate botte e risposte, con Milano si è lasciato meno bene.
“Non mi ricordo… allora Milano aveva una diversa proprietà, l’attuale era solo sponsor, che ho conosciuto: gente per bene alla quale auguro il meglio”.

Lunedì sera avrà il primo impatto con l’Adriatic Arena: cosa si augura?
“Tutti noi, prima di diventare professionisti, da giovanissimi eravamo tifosi, innamorati della nostra squadra. Da professionista mando questo messaggio: non è sempre facile tifare, stare male quando perde e bene quando vince e non odiarla. E’ un momento particolare per la pallacanestro pesarese, cerchiamo di giocarci questi momenti solo con amore; per le spiegazioni ci sarà tempo, e pure per gli scarichi di rabbia. Tifiamo a prescindere, è importante vincere e perdere, ma è importante anche come. So bene che Pesaro ha vissuto momenti magici, indimenticabili, ma anche oggi domani sarà ieri”.

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