Scavo, la grande illusione di potersi bere Milano

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10 dicembre 2012

SCAVOLINI BANCA MARCHE – E7 EMPORIO ARMANI MILANO 70-72

Scavolini Banca Marche: Cavaliero 11, Barbour 21, Cesana ne, Crosariol 2, Flamini 0, Mack 16, Amici 4, Bryan 0, Clemente 3, Hamilton 13. All. Markovski

E7 Emporio Armani Milano: Giachetti 0, Stipcevic 7, Hairston 8, Fotsis 4, Cook 12, Chiotti 5, Bourousis 12, Melli 3, Langford 9, Gentile A. 10, Hendrix 2, Basile 0. All. Scariolo

Arbitri: Sahin, Paternicò, Calbucci

Spettatori: 3886

Parziali: 20-25, 24-13, 13-14, 13-20

 

 

Hamilton, ultima in canotta VL

PESARO – Sconfitta sulla sirena per una Vuelle che non riesce più a vincere. Contro Milano dopo un primo quarto sottotono, Pesaro trova le risorse per rimontare e portarsi in vantaggio anche di sei punti, nel finale punto a punto è Keith Langford a punire i biancorossi segnando tutti i suoi nove punti negli ultimi due minuti, un vero peccato perché stasera si è vista una Vuelle in crescita rispetto alle ultime giornate ed avrebbe meritato di portare a casa una vittoria che manca ormai da otto giornate, adesso la pausa dovrà essere sfruttata per gli acquisti necessari per togliersi dall’ultimo posto in classifica.

Markovski non cambia lo starting five schierando probabilmente per l’ultima volta Hamilton e Mack, parte forte Milano con un sette a zero firmato Bourousis a rompere il digiuno pesarese arriva una tripla di Cavaliero ma il tabellone è già impietoso con la Vuelle che in tre minuti ha subito la bellezza di 14 punti contro i soli 5 messi a referto, Hamilton è ormai un corpo estraneo non riuscendo minimamente a coinvolgere i compagni e la Scavolini Banca Marche vive sulle iniziative di Barbour e Cavaliero non riuscendo a contrastare efficacemente l’attacco milanese già a quota 21 dopo 6 minuti, Crosariol fa fare bella figura anche a un Hendrix in odore di taglio mentre Markovski schiera a sorpresa Alessandro Amici al secondo fallo di Cavaliero preferendolo a Clemente, l’Emporio Armani sbaglia un paio di attacchi facili e il primo quarto si conclude con una Vuelle in rimonta e sotto di sole cinque lunghezze sul 25 a 20.

Entra sul parquet anche Sylvere Bryan al posto di un Crosariol assente nei primi dieci minuti, Amici fa vedere qualche sprazzo del suo talento con un paio di lodevoli iniziative e la Vuelle alza l’intensità difensiva con un paio di palloni recuperati ma cinque punti di Alessandro Gentile riportano Milano sul più nove (30-21), finalmente si vede anche Lamont Mack che deve guadagnarsi la riconferma e sono suoi i punti del meno uno pesarese (30-29 al 14’), la partita sale di tono grazie ad una Scavolini Banca Marche finalmente presente su tutti e due i lati del campo e quando Scariolo chiama il timeout sul 33 a 32 il pubblico pesarese sembra credere nei suoi ragazzi che finalmente sembrano pronti a dare l’anima in campo, una tripla di Barbour e una schiacciata prepotente in contropiede di Mack fanno volare Pesaro sul 39 a 35 con Scariolo che vede i suoi sbagliare liberi a ripetizione, segnale di una squadra che non ha smaltito completamente le delusione dell’Eurolega, Hamilton azzecca un paio di belle penetrazioni e il secondo quarto si chiude con una Vuelle in grossa crescita avanti per 44 a 38.

Per la prima volta in questo campionato Pesaro ha tre giocatori in doppia cifra all’intervallo con Mack a quota 10 e sei rimbalzi.

Markovski riparte con Amici in quintetto e Hamilton da finto playmaker, un paio di banali palle perse pesaresi permettono all’Emporio Armani di ritornare in parità a quota 48 ma la Vuelle sembra in grado di reagire prontamente stasera con un gioco che non sarà spettacolare ma che rispetto alle ultime disastrose prestazioni è molto più redditizio, così Pesaro si riporta meritatamente sul più sei (54-48 al 27’) con Milano che resta senza segnare per oltre tre minuti, Barbour alterna giocate da Nba a forzature sulla sirena dei 24 secondi e Clemente cerca di non fare troppi danni limitandosi a portare palla oltre la metà campo senza prendere nessuna iniziativa, rientra Cavaliero gravato di tre falli per dare ordine al gioco biancorosso e un terzo quarto combattuto si chiude con la Scavolini Banca Marche avanti sul 57 a 52.

Gli spettri della Scavo sull'Adriatic Arena...

Essere davanti ad inizio dell’ultimo quarto contro la favorita estiva per lo scudetto è comunque un bel segnale per questa Vuelle che non vince dal 14 ottobre e i quattromila dell’Adriatic Arena sognano l’impresa. Barbour si fa fischiare un tecnico sanguinoso subito punito da cinque punti di Stipcevic per la nuova parità a quota 57, anche Alessandro Gentile si fa fischiare il secondo tecnico della serata e la partita sale d’intensità come da tradizione nelle sfide tra Vuelle e Olimpia, Pesaro si sbatte tantissimo in difesa contrastando la maggior fisicità degli avversari con un ritrovato impegno a sbucciarsi le ginocchia ma l’attacco continua ad essere troppo Barbour dipendente con Crosariol che non riesce mai ad essere servito con i tempi giusti, si entra negli ultimi cinque minuti con la Vuelle avanti 62 a 60 e, con Milano già in bonus, Pesaro cerca giustamente di procurarsi dei liberi per muovere il tabellone, Cook si sveglia dal letargo con la tripla del 63 pari, Cavaliero in entrata per il 65 a 63 e, con due minuti da giocare, Mack dai quattro metri segna il 67 a 63 prima del nuovo meno due di Langford (67-65), Cavaliero cerca fortuna in mezzo all’area senza grossi risultati ed è ancora Langford con un gioco da tre punti a riportare Milano avanti (68-67), si entra nell’ultimo minuto e Cavaliero segna il libero del 68 pari sbagliando il secondo, Langford ha deciso di vincerla da solo segnando in entrata il 70 a 68 ma Barbour fa esplodere il palazzetto con una schiacciata devastante a dieci secondi dalla sirena, Markovski chiama timeout e decide di non spendere il fallo consentendo così a Milano di gestire l’ultima azione: stesso schema delle ultime quattro azioni, palla a Langford che in entrata sulla sirena segna il 72 a 70 per una sconfitta che brucia tantissimo. Milano vince ma non esce dalla crisi, Pesaro perde e nella crisi ci rimane anche se stasera avrebbe potuto e dovuto finire diversamente.

 

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