In mostra a Rimini il “genio ribelle” pesarese

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11 dicembre 2012

Pulini e Manzoni alla sala del Giudizio

Il professor Massimo Pulini e lo scrittore Gian Ruggero Manzoni alla sala del Giudizio

di Enrico Chiaretti

RIMINI – Nel 400° anniversario della nascita, le opere di Simone Cantarini vengono accolte al Museo della città di Rimini. La mostra, aperta al pubblico dal 15 dicembre al 3 febbraio, conclude la serie di tre esposizioni dedicate al celebre pittore in seno all’iniziativa: “Fano – Pesaro – Rimini per Simone Cantarini, genio ribelle”.

Nato nel 1612, il pesarese impara il mestiere sotto Giovanni Giacomo Pandolfi; in seguito si sposta a Bologna presso il maestro Guido Reni e in altre città italiane come Venezia, Roma, Mantova e muore in circostanze poco chiare a Verona, nel 1648.

Molte delle sue opere giovanili si trovano in quello che oggi chiamiamo, per citare il poeta Fabio Tombari: “Territorio marchignolo”, una zona compresa tra il Montefeltro ed il mare, caratterizzata da un’estrema propaggine del dialetto romagnolo, da usi e costumi che differiscono in parte da quelli tipici del centro Italia. Un territorio accomunato in passato dal brigantaggio (da Uguccione della Faggiola al Passatore), dalla piadina e dal “bustreng”. Lo scorso 11 aprile, il professor Massimo Pulini e lo scrittore Gian Ruggero Manzoni hanno affrontato questi temi in una conferenza tenutasi proprio a Rimini al Museo della città, mostrando anche una serie di opere dei maggiori artisti locali, tra cui il nostro Simone Cantarini.

Per approfondimenti, si rilegga l’articolo della redazione pubblicato in occasione della mostra di giugno a Pesaro, dove si può scaricare il pieghevole in formato PDF.

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