L’aula magna del Celli intitolata a Giuseppe Fava

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11 dicembre 2012

CAGLI – Ha parlato di legalità, giustizia ed etica del giornalismo, spiegando agli oltre 150 studenti il rigore morale del padre, la lotta contro la mafia, e tante altre caratteristiche di un personaggio eclettico e carismatico come fu il giornalista Giuseppe Fava, ucciso dalla mafia nel 1984. Elena Fava, presidente della fondazione “Giuseppe Fava” di Catania, ha partecipato alla cerimonia di intitolazione, alla memoria del padre, dell’aula magna dell’Istituto “Celli” di Cagli, voluta dal presidente della Provincia Matteo Ricci e dall’assessore alla pubblica istruzione Alessia Morani nell’ambito di un percorso avviato da tempo dalla Provincia per stimolare nei giovani la crescita consapevole e la responsabilità collettiva e individuale.

Presenti il dirigente scolastico del “Celli” Sergio Lombardi, l’assessore alla pubblica istruzione del Comune di Cagli Eugenia Berardinelli, il presidente della comunità montana del Catria e Nerone Massimo Ciabocchi e il consigliere provinciale Domenico Papi. L’intitolazione dell’Aula magna a Fava fa seguito ad altre iniziative, tra cui la rassegna “Per esempio”, portate avanti dal 2009 dalla Provincia per ricordare personaggi del passato simbolo di ideali e valori assoluti. Tra questi, Peppino Impastato (a cui è stato intitolato il Campus scolastico di Pesaro), Borsellino e Falcone (ai quali nel 2010 è stata dedicata l’area del Campus di Fano) e Don Puglisi (alla cui memoria è stato inaugurato nel 2011 lo spazio verde del Polo scolastico di Urbino).

“Gli obiettivi che ci prefiggiamo con queste iniziative – ha detto Alessia Morani – sono due: tenere viva la memoria di chi ha sacrificato la vita per adempiere fino in fondo il proprio dovere e dare ai giovani punti di riferimento valoriali, figure esemplari a cui ispirarsi nelle proprie azioni quotidiane e future. C’è un’Italia onesta e bella che i giovani devono conoscere, ed Elena Fava con il suo coraggio e la sua testimonianza ne è la prova vivente”.

“Tutti i percorsi sulla legalità – ha sottolineato Elena Fava – devono iniziare dalla scuola: la mafia non è solo quella di 30 o 40 anni fa, c’è una cultura mafiosa che va sconfitta, basata sulla sopraffazione, sul costringere a comprare quello che è un proprio diritto. E’ un percorso di consapevolezza che dovrebbe iniziare fin dalle elementari. Non a caso i fenomeni di bullismo cominciano a scuola…”.

“Fino ad oggi – ha detto Matteo Ricci – il nostro territorio ha avuto quasi sempre gli anticorpi per respingere le attenzioni malavitose, ma non siamo immuni. In situazioni di crisi come quella attuale, un’azienda in difficoltà fa meno attenzione da dove vengono i soldi per risollevarsi o un disoccupato fa meno caso da dove gli viene il lavoro. Per questo dobbiamo tenere le antenne dritte e le nostre antenne siete voi giovani”.

 

LE FOTO DELL’INTITOLAZIONE

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