“Non sei sola” e “Insieme contro la violenza”, due campagne di informazione nelle aree interne e nelle scuole

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11 dicembre 2012

PESARO – Per sconfiggere la violenza contro le donne serve un cambiamento culturale, che parta fin dalla scuola e dalle famiglia per attraversare l’intera società civile. Di fronte all’aumentare, anche sul territorio provinciale, dei casi di violenza fisica, psicologica e stalking, la Provincia e tutti i soggetti della “rete antiviolenza”, oltre a proseguire la campagna di sensibilizzazione “Non sei sola” con incontri nelle aree interne (più lontane logisticamente dal Centro provinciale antiviolenza, che ha sede a Pesaro, tel. 0721.639014), hanno avviato una nuova campagna, dal titolo “Insieme contro la violenza”, articolata in una serie di incontri negli istituti superiori.

Un momento della conferenza stampa

Le due iniziative sono state illustrate in una conferenza stampa dall’assessore provinciale alle Politiche sociali e pari opportunità Daniela Ciaroni, dalla dirigente della Divisione anticrimine della Questura di Pesaro e Urbino Natalina Baiocchi, dal responsabile dell’area materno – infantile dell’Asur di PesaroGiancarlo Giacomucci, dalla dottoressa Ilaria Vichi dell’associazione di promozione sociale “Percorso Donna” (che svolge attività all’interno del Centro antiviolenza) e dal presidente della Comunità Montana del Catria e Nerone e Ambito sociale 3 Massimo Ciabocchi.

“I fatti degli ultimi giorni – ha detto l’assessore Daniela Ciaroni – danno il senso dell’emergenza presente anche sul nostro territorio. Con la campagna ‘Non sei sola’ stiamo facendo conoscere l’attività del Centro antiviolenza e di tutti gli altri servizi che operano in sinergia: pronto soccorso, consultori, distretto sanitario locale, servizi sociali del Comune, presidi territoriali delle forze dell’ordine ecc. Per quanto riguarda gli incontri nelle scuole, l’obiettivo è far comprendere ai ragazzi come la violenza sia una violazione dei diritti fondamentali della persona, facendoli riflettere su comportamenti e atteggiamenti, anche apparentemente irrilevanti, che finiscono per legittimarla”.

La dirigente della Divisione anticrimine della Questura Natalina Baiocchi ha puntato l’accento su una difficoltà ancora presente: la mancanza di strutture che possano occuparsi non solo della vittima ma anche del molestatore il quale, se non seguito da appositi servizi, rischia di ripetere il comportamento ossessivo. “Non ci possiamo limitare alla repressione, c’è anche una necessità operativa della presa in carico dell’aggressore, che non va lasciato solo ma seguito, altrimenti il problema resta aperto”.

Massimo Ciabocchi ha evidenziato come spesso sia anche il silenzio delle persone a portare ad episodi tragici. “A volte si conoscono alcune situazioni ma non si segnalano: questo equivale all’omertà mafiosa”. Come sottolineato da Giancarlo Giacomucci, un ruolo importante nella prevenzione può essere svolto anche dai medici di medicina generale e dai pediatri, “che possono essere antenne sensibili sui territori e primi rilevatori di situazioni di disagio”.

“Il Centro antiviolenza – ha spiegato Ilaria Vichi – svolge attività gratuita, fornendo informazioni telefoniche, colloqui di accoglienza, orientamento giuridico e aiuto psicologico. La sede di via Diaz a Pesaro è aperta il mercoledì dalle 8.30 alle 12.30 ed il giovedì dalle 16 alle 18. Oltre al numero 08721.639014, è attivo anche il numero verde 1522”.

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