Achille Wildi? Dimenticato

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12 dicembre 2012

Achille Wildi

Achille Wildi

di Stefano Giampaoli

PESARO – Se l’inserto culturale del Corriere della Sera dedica due intere pagine al nostro pittore Achille Wildi vorrà pur dire qualcosa? E’ successo il 2 dicembre scorso, con il titolo “Da Pesaro alla California, 60 anni fa: il diario americano di Achille Wildi”.

Questo pittore e ceramista pesarese, come altri artisti di Pesaro, stava per essere abbandonato nell’oblio. Dobbiamo ringraziare Elio Giuliani che, con la sua passione di collezionista, ce lo ha riportato alla memoria. Eppure, nel dicembre del 1969 (è così lontano?) il Wildi seppe sbigottire i pesaresi con una mostra alla “Galleria Comunale”. Espose 27 grandi tele col nome “Pesaro 900”. Il suo grande successo si è come sbiadito nella memoria della città. Da giovanissimo iniziò a lavorare presso la fabbrica di ceramiche “Molaroni”, poi è a Faenza in altrettante famose manifatture ceramiche; si occupa, fra le altre cose della formazione di Bruno Baratti. Inizia quindi a fare il “navigatore di sogni” viaggiando per mezzo mondo dove viene investito da impressioni, folgorazioni e intuizioni. Queste si traducono in un cromatismo folgorante e simbolico. E’ il 1967 quando alla fine del suo lungo peregrinare torna a Pesaro; è costretto a barattare qualche suo quadro con un invito a pranzo. Ivana Baldassarri nel 2005, con un articolo su Lo Specchio della città, aveva cercato di ricordarci questo grande artista e la sua silenziosa e tragica fine. Forse per la fame e l’incombente cecità, si suicidò. Achille Wildi, come Odoardo Giansanti (Pasqualon), aveva un soprannome dialettale:”Chilen”. Quante analogie fra i due! Sembra che Elio Giuliani abbia addirittura 160 opere del “viaggio” di Wildi. Dai vagoni del treno su cui viaggiava in California, dipingeva le sue impressioni di viaggio. Un viaggio finito in Via Cassi, 1 a Pesaro, nella sua casa natale e di morte, dove non c’è neppure una lapide a ricordarlo.

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