Lite per il parcheggio, volano frasi razziste

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12 dicembre 2012

PESARO – Noi italiani siamo famosi per essere un popolo di naviganti, di eroi, di poeti, ma siamo ancora, purtroppo, un popolo di razzisti. Alcune persone hanno questo orribile sentimento come se fosse una gigantesca nave sovente in rotta nel mare dell’anima, altri hanno un sommergibile che spesso emerge dalle profondità dell’inconscio.

Pesaro è nota per essere una città assai vivibile, discretamente tranquilla e fortunatamente non molto razzista. Ma si sa il razzismo è un “virus” subdolo che ha una breve incubazione. Basta una scintilla ed ecco procurato un grande incendio.

Nostro malgrado, di casi di razzismo se ne potrebbe elencare un numero davvero cospicuo. Uno è accaduto di recente, un brutto episodio che fa riflettere molto sulla situazione che stiamo vivendo.

Il clima natalizio non ha certo giovato alla protagonista, una “signora” che presumiamo nostra concittadina. Mentre stava discutendo, pur avendo la ragione dalla sua parte, con una coppia peruviana per una semplice questione di secondi per occupazione di un posto nel parcheggio. La signora prima ha esordito nella piccola “querelle”con tono calmo, ma non molto ortodosso, mentre marito e moglie sudamericani rispondevano con un italiano ben scandito e con una pacatezza quasi tibetana, ma anche con decisione. La signora di mezza età ha continuato, come in una gara di ping pong, il botta e risposta, rimandando la palla aldilà della rete con forza ed energia sempre più marcata.

L’ignara coppia, non pensando che un rettangolo di otto metri quadri, potesse scaturire una simile battaglia a parole, non credeva a quello che sentiva, ma, ritenendosi nel giusto, replicava con frasi decise e garbate. L’interlocutrice s’innervosiva in un crescendo rossiniano, iniziando persino a intercalare qualche parola di troppo, sino a non resistere e a pronunciare per la prima volta la parola “Voi” ed “Extracomunitari”. Fin qui, tutto o quasi troppo normale, ma mentre si allontanava lasciando sconsolata e sconfortata il posto macchina alla controparte, ha pronunciato una frase che avrebbe portato dalla parte del torto anche la persona che avesse avuto il cento per cento di ragione: “Poi non stupitevi se vi troverete tutte e quattro le gomme della macchina tagliate” .

Davvero una frase poco felice, pronunciata da una signora in una circostanza non certo da sfida da duello al sole. Un linguaggio usato fra teppisti di strada o fra ultras negli stadi, non in un parcheggio di una tranquilla città.

Una spettatrice che ha assistito a questa scena ignobile è rimasta impietrita e senza parole. Ammette di essersi vergognata soprattutto per la maleducata signora che potrebbe aver avuto mille ragioni ma non doveva trascendere sino a quel punto così infimo.

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