Balneari, la proroga al 2020 non risolve tutto

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14 dicembre 2012

mare ombrelloni spiaggia

PESARO – Poco è sicuramente meglio di niente. Cna Balneatori di Pesaro e Urbino non è soddisfatta della proroga di cinque anni della scadenza delle concessioni demaniali approvata dalla Camera, anche se questa dilazione consentirà alle nostre imprese di prendere una boccata d’ossigeno per qualche anno in attesa di portare avanti ulteriori battaglie.

“La proroga di cinque anni (e quindi a far data dal 2015 fino al 2020), della scadenza delle concessioni demaniali, votata dalla Camera con il decreto sviluppo bis – dice il responsabile provinciale di Cna Balneatori Antonio Bianchini – non risolve certamente il problema di fornire certezze alle imprese del settore (sul nostro litorale sono oltre 300), ma costituisce piuttosto, una presa d’atto da parte del Governo sulla necessità di darsi più tempo per costruire una corretta soluzione alle molteplici questioni delle imprese balneari italiane”.

“Spetterà ora al prossimo Parlamento – aggiunge la presidente Sabina Cardinali – costruire, con il contributo delle istituzioni interessate, una disciplina normativa che assicuri una prospettiva di investimento e di lavoro ai colleghi imprenditori e lavoratori continuando, in questo modo, a garantire quei livelli di eccellenza e di competitività del nostro turismo balneare che da secoli sono famosi in tutto il mondo”.

Un commento to “Balneari, la proroga al 2020 non risolve tutto”

  1. Giacomo scrive:

    La proroga delle concessioni demaniali di cinque anni è un bene in questo momento di grossa difficoltà per tutti; ed è un bene perché evita che nel breve periodo dalla modificazione di una legge le persone commettano errate valutazioni imprenditoriali. Resta il fatto che questa “boccata d’ossigeno” deve essere un periodo per gli imprenditori del settore balneare di prepararsi al momento in cui “forse” la concessione potrebbe essergli tolta perché perdono la gara, e non per “prepararsi a nuove battaglie”. L’Italia non può più permettersi di avere meccanismi di assegnazione di beni demaniali vecchi di vent’anni e forse più; la P.A. deve puntare alla massima efficienza, trasparenza ed equità e quindi come molti altri settori che dovrebbero essere pesantemente rivoluzionati, anche la legislazione delle concessioni deve adeguarsi agli standard europei, con buona pace dei campanilismi regionali/provinciali/comunali a cui siam abituati.
    I tempi cambiano e prenderne atto è importante per affrontare con tranquillità e ragionevolezza le scelte imprenditoriali.

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