Crisi infinita: in un mese +20,2% cassa integrazione

di 

14 dicembre 2012

PESARO – A novembre le ore di CIG ammontano a 914mila, di cui 191mila di CIG ordinaria, 438mila di straordinaria e 285mila di CIG in deroga.

Tra ottobre e novembre la CIG aumenta del  20,2% e risulta un incremento anche rispetto al mese di novembre del 2011 (+67,7%), del 2010 (+32,7%) e del 2009 (+31,2%).

Dall’inizio dell’anno sono stati autorizzati 9,4 milioni di ore di CIG che corrispondono al mancato lavoro di circa 6mila persone.

Il monte ore cumulato per il periodo “gennaio-novembre” 2012 supera quello del 2011 del 36,1%.

Dal 2009 le ore di CIG cumulate nel periodo “gennaio-novembre” sono aumentate di circa il 73%.

Di seguito, le tendenze per le varie componenti della CIG:

  • Le ore di CIG ordinaria ammontano a 191mila e risultano in aumento rispetto ad ottobre del 4,2%. Sono maggiori anche di quelle registrate a novembre 2011 (+69,7%) e quasi il doppio di novembre 2010. legno +11,3% (34mila ore), meccanica +59,8% (61mila ore), tessile +36,5% (3mila ore). Le ore di CIG ordinaria di ottobre 2012 sono quasi il triplo rispetto a quelle dell’ottobre 2011; anche considerando il valore cumulato della CIG ordinaria dall’inizio dell’anno, il 2012 supera il 2011 del 57,8%. Consistenti gli aumenti per la meccanica (87mila ore, +43,1%) e la chimica (8mila ore, il doppio di ottobre).
  • Le ore di CIG straordinaria ammontano a 438mila, in aumento rispetto al mese di ottobre (+69%) e rispetto al mese di novembre degli anni passati (quasi il triplo del 2011, +70% rispetto al 2010, +82% rispetto al 2009). Gli incrementi più consistenti riguardano la meccanica (210mila ore, il quintuplo di ottobre) e la chimica (31mila ore, dieci volte più di ottobre).
  • Le ore di CIG in deroga ammontano a 285mila, in calo del 10,5% rispetto ad ottobre, ma ancora superiori del 60% rispetto al novembre 2009. Nonostante il calo complessivo, nel settore della meccanica le ore di CIG aumentano del 54%.

 

Provincia di PESARO-URBINO: cassa integrazione guadagni mensile

PU

nov.2009

nov.2010

nov.2011

ott.2012

nov.2012

%nov.’12/ott.’12

%nov.’12/nov.’11

ordinaria

277.442

97.063

112.465

183.118

190.899

4,2%

69,7%

straordinaria

240.586

257.043

157.362

259.211

437.937

69,0%

178,3%

in deroga

178.512

334.603

275.200

318.157

284.904

-10,5%

3,5%

TOTALE

696.540

688.709

545.027

760.486

913.740

20,2%

67,7%

Fonte: dati INPS elaborati da IRES-CGIL Marche

 

 

Provincia di PESARO-URBINO: cassa integrazione guadagni “gennaio-novembre”
PU

2009

2010

2011

2012

diff. 2012/2011

% 2012/2011

ordinaria

4.046.765

2.340.034

1.257.814

1.998.187

+ 740.373

58,9%

straordinaria

857.004

2.472.744

2.266.024

3.183.103

+ 917.079

40,5%

in deroga

528.386

5.906.710

3.402.202

4.244.094

+ 841.892

24,7%

TOTALE

5.432.155

10.719.488

6.926.040

9.425.384

+ 2.499.344

36,1%

Fonte: dati INPS elaborati da IRES-CGIL Marche

 

Per Loredana Longhin, segretaria confederale Cgil Pesaro Urbino, “questi dati di fine anno ci dicono che le aziende del territorio stanno annaspando dentro questa crisi che sembra non finire mai”.

I dati Cig insieme a quelli sull’occupazione, ci mostrano come la nostra provincia sia in seria difficoltà, per questo ci auguriamo che la Regione e la Provincia stanzino risorse necessarie per salvaguardare l’occupazione e creare nuovi posti di lavoro.

Visto il protrarsi della crisi, sarebbe opportuno bloccare l’entrata in vigore della nuova legge sugli ammortizzatori sociali. La Cgil  infatti ha come obiettivo  una riforma in senso universalistico degli ammortizzatori.

“Questo fine anno sarà davvero difficile per i lavoratori perché ad aggravare la  situazione già precaria, si aggiunge il fatto che molti lavoratori non percepiranno la 13° mensilità, e, chi è più fortunato riceverà un acconto. Riteniamo inammissibile, che siano sempre e solo i lavoratori a pagare il prezzo della crisi. Mi auguro che il sistema imprenditoriale trovi il coraggio per risollevarsi e fare quegli investimenti di cui tutti sentiamo il bisogno. E’ indispensabile dunque costruire, senza ulteriori dilazioni, un nuovo modello industriale capace di creare nuovi posti di lavoro di durata non breve in uno scenario che rimarrà competitivo perché dalla globalizzazione non si esce. C’è qualcosa che davvero non funziona nel nostro sistema se chi lavora diventa sempre più povero, paga sempre più tasse, va in pensione sempre più tardi”.

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