Arcigay Pesaro: “L’insulto è comportamento cristiano?”

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20 dicembre 2012

da Valerio Mezzolani, presidente Arcigay Agorà riceviamo e pubblichiamo*
Apprendiamo dai mezzi d’informazione, anche se questa notizia più che d’informazione tratta di disinformazione, che tale monsignor Fusi Pecci, vescovo emerito di Senigallia, commentando le recenti dichiarazioni del pontefice, abbia definito le unioni gay “un’offesa grave a Dio e all’umanità”, gli attivisti omosessuali “arroganti e viziosi” e Nichi Vendola “pervertito”.
Come associazione di attivisti lesbiche, gay, bisex e trans ci sentiamo chiamati in causa da questo signore che vive nella nostra regione.
Ovviamente non intendiamo rispondere alle esternazioni di un uomo anziano che forse non ha più il controllo di sé, un effetto inevitabile del resto, col sistema gerontocratico imperante nella Chiesa cattolica.
Dispiace, comunque, che il pastore non ascolti il suo gregge ma preferisca accostarsi alle dichiarazioni dell’estrema destra. A Senigallia, nonostante l’omofobia del vescovo emerito, si è riusciti recentemente ad approvare il registro delle unioni civili e qualche settimana fa un gruppo di una cinquantina di ragazze e ragazzi del collettivo Diaz ha manifestato il desiderio di una generazione di vedere finalmente una società dei diritti, dove le differenze siano un valore e non la pietra con cui lapidare il più debole.
È orrendo per noi attivisti LGBT (lesbiche, gay, bisex, trans) dover stare ancora a giustificare il nostro diritto di stare al mondo combattendo col nostro volontariato gratuito contro una Chiesa millenaria che, nata per salvare anime, si è ridotta oggi a insultare le minoranze dal proprio piedistallo di ricchezze e privilegi. Da quanto l’insulto è diventato un comportamento cristiano?

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