Marco Marchetti: “A Roma lavorerò per le aree interne”

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26 dicembre 2012

PESARO – Giorni di festa ma anche di campagna elettorale. Una minicampagna elettorale per coloro che scenderanno in campo per le primarie del Pd per il Parlamento che nelle Marche si terranno domenica 30 dicembre, la prossima cioè. Tra i tre uomini scelti dalla direzione del partito pesarese Marco Marchetti, 35 anni, segretario provinciale dei democratici. Come sta andando?

Marco Marchetti

Marco Marchetti (foto Marco Giardini)

“Sta andando molto bene. Con queste primarie sentiamo che abbiamo portato un grande rinnovamento: per la prima volta i parlamentari non sono scelti nelle segrete stanze, ma sono votati dagli elettori e da chi ci vuole bene. Dal punto di vista personale, dico c’è un bell’entusiasmo nei miei confronti proveniente da tutto il territorio provinciale. Tante persone stanno lavorando per questa battaglia che sicuramente non è facile. Con l’entusiasmo enorme che ci caratterizza, speriamo di ottenere un bel risultato”.

Come è nata l’idea di candidarsi alle primarie del Pd per il Parlamento?
“Innanzitutto dico che non mi sarei mai autocandidato. La mia discesa in campo nasce da una richiesta diffusa, venuta dai vari territori e dalle più diverse generazioni del partito. Da ragazzi e ragazze che mi hanno chiesto di metterci la faccia. Ho 35 anni, e sono il candidato più giovane della nostro provincia, mai ho avuto incarichi. Credo che mi abbiano scelto come colui che rappresenta questo clima e voglia di rinnovamento diffuso, caratterizzato però dal coraggio”.

E se non dovesse farcela?
“Innanzitutto ribadisco che con questa mia scelta finisce qui la mia esperienza da segretario provinciale del Pd di Pesaro e Urbino. Responsabilmente porterò avanti il partito fino al prossimo congresso per poi lasciare il passo, sia in un caso che nell’altro. Comunque quella di perdere non è un’ipotesi che tengo in considerazione. Si gioca per vincere. Sempre”.

E se invece riuscisse ad andare a Roma? Per cosa si batterebbe Marchetti in primis?
“Innanzitutto spero che la prossima legislatura sia una legislatura di riforma istituzionale. C’è bisogno che la politica dia il buon esempio, lavorando per il Paese in maniera proficua. Serve una riforma degli organi dello Stato, a cominciare dal Parlamento e dal bipolarismo perfetto. Ovviamente lavorerò fortemente per i temi legati alle nostre terre, a partire dalle aree disagiate che hanno bisogno di avere Roma vicino. Mi adopererò per i piccoli e medi comuni, che poi sono quelli da cui provengo io. Poi non si può prescindere dal tema del lavoro e del superamento della crisi economica. Bisogna far capire a tutti che il Paese può farcela, anche se c’è bisogno di moralità”.

Che pensa della nuova discesa in campo di Berlusconi?
“Penso che siamo ormai alla comicità, se non fosse che il momento che stiamo vivendo è tutt’altro che comico. Onestamente non mi ha sorpreso più di tanto, visto che quello è un partito padronale. Comunque siamo alla farsa e le ultime apparizioni tv di Berlusconi lo dimostrano. E’ un uomo che non ha più nulla da dire, ma che sta provando solo a salvare il numero più alto di parlamentari possibili”.

E di Grillo?
“Per un periodo ha intercettato la rabbia e la disillusione del Paese. Al contempo, però, servono progettualità e risposte. Al di là di quel suo mandar tutti a quel paese, non vedo proposte per affrontare le problematiche reali del Paese che non sono certo poche. Spero che nei mesi che ci separano dalle elezioni il Pd riesca a intercettare quella rabbia che così rimane sterile e improduttiva”.

 

Per approfondire, trovando anche il regolamento delle primarie del Pd per il Parlamento, leggi qui.

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