Markovski senza alternative: “Servono solo i 2 punti”

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27 dicembre 2012

PESARO – Il maltempo e le nevicate nella costa est degli Stati Uniti d’America hanno provocato la cancellazione o il ritardo di centinaia di voli. Uno di questi era il volo AF007 delle ore 19,30 di martedì dal JFK di New York con arrivo alle ore 8,25 al Charles De Gaulle di Parigi, e comoda coincidenza per Bologna alle ore 9,55 e arrivo al Marconi alle 11,35. Purtroppo, dall’Embraer 190 di Air France operativo con il volo 1528, atterrato all’aeroporto Marconi alle ore 11,44, con soli 9 minuti di ritardo sull’orario previsto, sono sbarcati tanti turisti reduci dalle vacanze natalizie nella Ville Lumiere, ma non il passeggero più atteso dal direttore sportivo della Vuelle, John Ebeling: Torey Thomas, il nuovo playmaker della Scavolini Banca Marche. E ad Ebeling non rimane che attendere il volo successivo, l’Air France AD1828 delle ore 14,25.

Zare Markovski

Zare Markovski (foto tratta da virtus.it)

Zare Markovski ha commentato il contrattempo con la consueta ironia slava… “Intanto, è a Parigi, dove non si sta male, prima o poi arriverà…”.

In questo momento sono tanti i problemi che non sarà un ritardo a complicare la vita al coach macedone.
“Un momento particolare, bisogna vincere la prossima partita per avere una doppia tranquillità. La prima nella classifica, perché due punti in più sono necessari per ripartire in compagnia di altre squadre; la seconda per lavorare serenamente nel monitoraggio della nostra squadra in vista di un possibile completamento…”

Le sue parole confermano che siete ancora impegnati nella campagna acquisti.
“Le regole ci consentono poche scelte, perché abbiamo sfruttato tutti i visti e dobbiamo limitarci a possibilità che ci vengono offerte dal bacino europeo in generale, italiano in particolare…”.

Quindi sembra ancora aperta la pista che porta a Rok Stipčević…
“Quando dico completare la squadra, evidenzio una necessità. Ora non abbiamo alcun playmaker. Con l’arrivo di Thomas, ne avremo uno. Clemente è un bravo ragazzo, dà il massimo ma il suo livello è lontano da quello che serve in serie A”. La bocciatura è senza se e senza ma. “Ecco – aggiunge Markovski – che mi riferisco proprio a Stipčević, anche se so bene che non è facile ripartire con giocatori nuovi in tempi molto stretti. Thomas dovrà giocare dopo due soli allenamenti. Così ha fatto Kinsey e pure nel mio caso è andata così. Ma il nostro impegno è di avere una squadra al massimo delle sue possibilità”.

Vista a Cremona, la Scavolini ha palesato grandi lacune sotto canestro.
“Non distinguerei dove abbiamo più problemi. Certo che nel ruolo di ala forte non mancano. Flamini è una certezza in difesa, Mack tira solo da tre punti. Certamente, nel ruolo ci servirebbe qualcosa… ma adesso pensiamo al basket giocato…”.

Come procede l’inserimento di Kinsey?
“Bene. Prima di Cremona mi ha detto che aveva solo 15 minuti nelle gambe. Gliene ho chiesti 28, più per necessità che per logica, ma dopo pochi minuti Clemente era carico di falli e ho dovuto utilizzare Cavaliero da playmaker. In allenamento, Kinsey lavora bene, si vede che si sta ricaricando sia aerobicamente che anaerobicamente. Non ho alcun dubbio su Kinsey: diventerà una pedina importante della squadra”.

A Cremona siete stati anche arrendevoli.
“Ci è mancata la cattiveria agonistica. Per metà è dipeso dalla poca reattività. Barbour è un giocatore sopraffino, più in attacco, ma con la palla in mano. Mack è un tiratore da 3 e non ha l’intensità di Flamini. Dobbiamo bilanciare queste qualità per avere una squadra al massimo in entrambe le parti del campo”.

Forse pesano le troppe sconfitte.
“Eppure la squadra è mentalmente presente. Malgrado tante sconfitte in fila non sta male. Paghiamo soprattutto i problemi tecnici, siamo sempre in affanno ne tentativo di recuperare le situazioni, di correggerle,di aggiustarle”.

Bryan è un rebus, anzi qualcosa di… peggio.
“Deve mettere a disposizione la competitività interna e stimolare Crosariol a essere migliore. Se passiamo dal chi è meglio al chi è meno peggio, non ne usciamo. Gli ho detto: la tua media minuti è quella che esprimi. Può cambiare passando da zero falli fatti a quattro commessi. Insomma, devi essere più presente”.

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