Appalti TPL della Provincia, il Fap: “Gravi ritardi ed irregolarità”

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29 dicembre 2012

Dal “Fronte di Azione Popolare” riceviamo e pubblichiamo:

FAP, un recente sit-in davanti la Provincia

PESARO – Il FAP prende di mira l’appalto con cui la Provincia di Pesaro e Urbino sta realizzando 28 piazzole attrezzate per la fermata dei bus sulle strade provinciali, nell’ambito di un ampio progetto finanziato con fondi comunitari, a cui l’ente di viale Gramsci ha partecipato nell’ottica di un miglioramento del trasporto pubblico locale. Il presidente Giacomo Rossi denuncia che l’appalto, attualmente sospeso, è in forte ritardo sul cronoprogramma dei lavori in quasi tutti i cantieri previsti dal progetto iniziale e che sarebbe stato portato a compimento soltanto il 40 % delle opere previste. Aggiunge inoltre che: “il FAP ha presentato tramite l’interessamento del consigliere Giulio Tomassoli, un’interrogazione a risposta scritta al consiglio provinciale, per capire i motivi dei gravi ritardi in atto e di altre anomalie che stanno caratterizzando questo appalto, come ad esempio quella riguardante il forte ribasso d’asta pari al 35,73 %, con cui è avvenuta l’aggiudicazione all’impresa vincitrice. Abbiamo ricevuto una replica alquanto vaga e poco circostanziata dall’Assessore competente per i trasporti e la mobilità Renato Claudio Minardi, sulla base di quanto sostenuto dall’arch. Maurizio Gili che è il direttore dei lavori, nonchè un dipendente della Provincia. La risposta ricevuta non ci soddisfa assolutamente, perché ci sono troppe circostanze che non sono chiare, oltre al fatto che i lavori sono lungi dall’essere terminati e non sono stati messi a diposizione degli utenti i servizi per cui l’Unione Europea finanzia i progetti, in un’ottica di miglioramento dei trasporti pubblici e di riduzione dell’impiego dei mezzi privati”. Il Fap sostiene: “La Provincia accampa delle scuse grossolane e non veritiere quando parla di sospensioni dei lavori e proroghe per maltempo dovuto alle nevicate dell’inverno scorso. Le nevicate sono sopraggiunte agli inizi di febbraio, quando l’appalto doveva essere già stato concluso, se come riportano i cartelli affissi presso i singoli cantieri, la data ultima per dare i lavori completati era il giorno 13/01/2012. Ma dall’interrogazione sono emersi anche altri particolari, infatti la Provincia ha contabilizzato e pagato un primo ed unico stato di avanzamento dei lavori (SAL) di 117.424,20 euro, quando invece per effettuare il primo pagamento in acconto, si sarebbero dovuti raggiungere almeno 250.000 euro di crediti in corso d’opera dell’impresa, al netto del ribasso d’asta e delle ritenute di Legge. Per rendere un’idea dell’andazzo di questo appalto, va detto che il SAL è stato interamente pignorato dai dipendenti dell’impresa aggiudicataria su disposizione del Tribunale di Pesaro, perché la stessa risultava inadempiente con gli obblighi retributivi e contributivi nei loro confronti. Ora la Provincia sostiene che è in atto un’ulteriore sospensione dei lavori perché alcuni comuni, nel cui territorio ricadono le piazzole da realizzare, hanno avanzato la richiesta di modificare il progetto iniziale con varianti in corso d’opera, oppure perché altri comuni hanno avuto delle non meglio precisate difficoltà operative. Il direttore dei lavori dichiara che la variante consentirà con il recupero in parte o di tutto il ribasso d’asta di realizzare altre pensiline oppure di metterne in sicurezza o migliorarne delle altre”. Il FAP rimarca l’atteggiamento ambiguo e contraddittorio della Provincia che ha aggiudicato questo appalto nonostante si fosse in presenza di un evidente eccesso di ribasso d’asta, confutando la precedente volontà del presidente Matteo Ricci, che aveva aderito invece al protocollo di intesa promulgato dalla Prefettura di Pesaro e Urbino, per promuovere la legalità e la sicurezza degli ambienti di lavoro nel settore dell’edilizia pubblica di ambito provinciale e per monitorare gli appalti con ribassi d’asta superiori al 25 %. Continua Rossi “la Provincia ha risposto che il ribasso non ha inficiato né l’andamento e né la qualità dei lavori e che ditta aggiudicataria ha fornito le motivazioni del forte sconto effettuato in sede di offerta di gara, ma rimane una cosa nota a tutti che alla fine i ribassi elevati negli appalti finiscono col favorire le lavorazioni scadenti, l’inadempimento alle norme antinfortunistiche, le infiltrazioni malavitose oltre che l’elusione fiscale e quella previdenziale e la concorrenza sleale tra le aziende. In questo appalto, per come stanno andando le cose, mi pare proprio di poter dire che la Provincia non abbia attenuanti”. Il FAP sulla questione, presenterà un interrogazione regionale e un esposto alla Procura della Repubblica.

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