Di Domenico (Pdl): “Il 2013 anno chiave per le amministrative 2014″

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30 dicembre 2012

dal consigliere comunale Pdl Alessandro Di Domenico riceviamo e pubblichiamo:

PESARO – Anche se in questo momento occorrerebbe fare i “bilanci” dell’anno trascorso, credo, invece, che analizzare ciò che accadrà nel 2013 sarà fondamentale per prepararsi alle elezioni amministrative del 2014.

Alessandro Di Domenico

Alessandro Di Domenico

Un buon 50% di quello che accadrà nel 2014 dipenderà dalle elezioni politiche del 2013, ma un restante 50% dipenderà da come si evolveranno le vicende che vedrà protagoniste le forze politiche presenti nel comune di Pesaro.

Fatto salvo il PD che non sarà scalfito minimamente tranne che per qualche “prurito” dovuto alle vicende legate a Pieri, il quale, non avendo avuto il coraggio di tagliare il cordone ombelicale con Villa Fastiggi, al massimo si farà la sua “listarella” e che poi appoggerà poi il PD stesso, per il resto c’è un panorama politico e partitico tutto nuovo.

Soprattutto nelle forze di opposizione c’è una forte frammentazione che avvantaggia le forze di centro sinistra che attualmente governano la città, ma che nel 2013, grazie alle elezioni Politiche, si potrà verificare chi potrà svolgere il ruolo di “capo fila”.

Se il P.d.L. nel 2009 aveva recuperato quel ruolo di forza di opposizione dominante, ad oggi, è difficile pensarlo per il 2014, visto soprattutto le vicende nazionali e la Lega è sullo stesso solco del P.d.L.. Le attuali Liste Civiche di opposizione forse manterranno le loro posizioni ma dovranno anche confrontarsi con quelle che nasceranno.

Credo che l’unica variante seria da tenere in debita considerazione sia la Lista di Beppe Grillo, il Movimento 5 Stelle, la quale, piaccia o non piaccia, anche se con un pò retorica, demagogia e populismo è entrata nella “pancia” degli indignati della politica tradizionale.

E’ altresì vero che le dinamiche amministrative seguono, alle volte, percorsi diversi da quelli nazionali, ed è per questo che a Pesaro, per l’opposizione, occorre un percorso diverso, nuovo, rivoluzionario e con una forte discontinuità da quello già visto.

E’ evidente che un comune denominatore occorre comunque averlo, ma sulla contrarietà dell’Ospedale a Fosso Sejore, così come sul casellino di Santa Veneranda, magari meglio sulla Montelabbatese per avere comunque le opere adduttorie, oppure sulla riduzione della “macchina politica e amministrativa” del Comune di Pesaro, sulla necessità di ridurre la cementificazione arbitraria e sulla riqualificazione del territorio, piuttosto che sul rilancio dell’economia con il turismo di rete, e sul completamento dell’area portuale, per citare alcuni esempi, sono certo che una convergenza totale c’è.

Potrei continuare anche su altri piani programmatici, ma fare certi ragionamenti senza gli interlocutori interessati, è solo un esercizio “filosofico”.

Purtroppo in molti, forse troppi, vorranno aspettare il 26 Febbraio per vedere quello che accadrà, personalmente, dal 2 Gennaio, inizierò a lavorarci da subito.



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