Markovski: “Arriva Stipcevic, il giocatore che volevamo”

PESARO – “Io penso che la destinazione Pesaro è gradita al giocatore e siamo ancora in lieve vantaggio sui concorrenti. Un vantaggio che potrebbe diminuire, ma speriamo non sparire, anche se la concorrenza ha offerto di più. Ma oggi si saprà certamente se sarà sì o no, perché domani scadrà il termine ultimo per il tesseramento. E poiché Marques Green non avrà alcuna difficoltà a ottenere il visto dall’Ambasciata d’Italia a Zagabria, il suo arrivo a Milano è un sollievo per noi. Ora, se Milano, che pure ha molti più soldi di noi, ha preso Green, che potevamo prendere tre settimane fa, ma non gli garantivamo quanto richiesto, significa che al momento questo offre il mercato dei playmaker”.

Rok Stipčević (dal sito dell'Olimpia EA7 Emporio Armani Milano)

Con queste parole, Zare Markovski ha aperto la tradizionale conferenza stampa del giovedì. A fine conferenza, però, è arrivato l’atteso annuncio: Rok Stipčević è in viaggio verso Pesaro, dove l’attende un contratto da firmare (nel senso letterale della parola, perché le parti sono d’accordo su tutto), una squadra da conoscere, soprattutto da migliorare.

La conferma dell’arrivo del giocatore che fino a stamattina era dell’EA7 Emporio Armani Milano è giunta quando coach Zare Markovski e i soliti cinque giornalisti presenti erano ai saluti. Nella sala conferenze è entrato Massimo Tonucci, presidente del Consorzio Pesaro Basket, e si è capito che la trattativa era a una svolta.

“Chiedete a Ebeling…” ha commentato Tonucci. I giornalisti hanno girato la domanda al direttore sportivo, da ore in attesa di una risposta definitiva, diviso tra la consapevolezza del lavoro fatto e i timori per l’intromissione di Avellino e Biella. Ed è arrivata la risposta positiva, “ma non farà in tempo ad allenarsi con la sua nuova squadra” ha aggiunto Ebeling.

La palla è ritornata in mano a Markovski…

“Arriva un giocatore che deve darci leadership in un ruolo cruciale. Un aspetto importante è che Stipčević è esperto del nostro campionato. Dotato di ottimo tiro da fuori, capace di esercitare una buona pressione difensiva sulla palla… era il giocatore che volevamo da sempre. Lo volevamo a tal punto che per la paura non non prenderlo, abbiamo speso l’ultimo visto a disposizione…”. Nato a Maribor il 20 maggio 1966, da madre slovena e padre croato, ha la doppia nazionalità, ma ha vissuto sempre a Zara, con cui ha esordito a 17 nani nella serie A croata. Dalla Dalmazia al Cibona Zagabria, quindi a Varese e da inizio stagione a Milano, con cui aveva firmato un contratto annuale con opzione sul secondo. Rok – che secondo la scheda di Legabasket è alto 1,83 – ha fato parte di tutte le nazionali croate, dall’Under 16 alla Seniores con cui ha disputato i Mondiali 2010 in Turchia. Rok parla italiano perché a Zara viveva in un quartiere abitato da famiglie di origine italiana.

Le sue statistiche nella stagione in corso: 12 partite giocate, mai in quintetto di partenza, 6,1 punti a gara con il 41,7% da 2, il 48,5% da 3 e l’83,3% ai liberi, 0,4 assist a partita.

Di lui esperti del basket italiano ed europeo ci hanno detto che è un discreto giocatore uscendo dalla panchina. Più tiratore che penetratore, ma pure non essendo molto alto ha velocità e rapidità abbastanza normali. Più guastatore che fine ragionatore, non ha alcun problema a prendersi i tiri che scottano. Soprattutto se sono dalla grande distanza.

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