Rok Stipčević: “Ho un solo obiettivo: vincere”

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4 gennaio 2013

PESARO – Il tempo sembra essersi fermato. Ci è sembrato di essere tornati indietro di più di venticinque anni, al 1987, alla presentazione di Aco – per noi italiani Aza – Petrović. Non caso uno dei giocatori più amati dai pesaresi ha allenato il nuovo playmaker della Victoria Libertas: Rok Stipčević. I due hanno lavorato insieme nel Košarkaški klub Zadar, che per i tifosi dalmati equivale alla Vuelle.

Rok Stipčević con il presidente Franco Del Moro

Rok Stipčević con il presidente Franco Del Moro oggi durante la presentazione

Una boccata d’aria fresca dopo troppi sogni a stelle e strisce… Che in verità qualcosa hanno anche nel nazionale croato di passaporto sloveno, reduce da una stagione e mezzo in Lombardia, tra Varese e Milano. Per Stipčević, come per Vince Lombardi, il “paisà” che fece grandi i Green Bay Packers, partecipare non basta, conta soprattutto vincere. E allora, eccolo, il giocatore nato a Maribor, in Slovenia, ma cresciuto in Croazia, nella splendida Zara, dove ci sono più canestri che… alberi.

“Ciao a tutti i tifosi, sono contento di essere qui, perché prima di tutto voglio giocare. Tra le tre-quattro offerte ricevute, ho scelto questa, convinto sia quella giusta. Conosco personalmente l’allenatore, la sua grande esperienza, e so molto della storia della pallacanestro di Pesaro, dei giocatori che hanno giocato qui. Credo che la squadra può crescere. Ho un solo obiettivo: vincere, non importa come. Faccio tutto per vincere. Una volta può servire segnare, un’altra passare la palla oppure difendere, se necessario anche giocare duro contro un avversario, perché alla fine conta solo se hai vinto”.

Un’opinione sulla Scavolini?
“Ho visto in azione la Scavolini poche settimane fa. Ha perso all’ultimo tiro contro Milano. Ma da allora sono arrivati Kinsey e Thomas e la squadra è cambiata. Vista dall’altra parte del campo mi è sembrato che le mancasse quel quid che fa scattare l’ambiente, quel click che accende i giocatori. Ma sono convinto che la Scavolini crescerà”.

Stipčević esordì in Italia il 19 febbraio 2011, quarta di ritorno contro la Benetton. La Cimberio, che aveva iniziato con 6 successi nelle prime otto giornate, era reduce da un momento difficilissimo: un successo (nel derby con Cantù) nelle ultime dieci giornate.
“Spero accada qui quanto si verificò quando arrivai a Varese e riuscimmo a cambiare la stagione. Stavo giocando l’Eurolega con il Cibona Zagabria, ma la società aveva gravi problemi finanziari. Decisi di andare via e scelsi Varese, che era in fondo alla classifica, davanti solo a Brindisi. Vincemmo tutte le partite in casa, ma anche in trasferta, raggiungendo i playoff…”.

Giovedì sera abbiamo ammirato un ottimo Cook che ha guidato la Caja Laboral Vitoria ad espugnare Tel Aviv. Non resta che augurarle di imitare il suo ex compagno di squadra.
“Guardi, cambiamo discorso, il passato non conta più, Milano è la pagina precedente, ora sono a Pesaro. Però a me piace vincere sempre, anche quando gioco a briscola…”.

In questo ci ricorda Aza Petrović.
“Mi fa un complimento. Aza è stato mio coach a Zara. E una volta fu proprio lui a farmi il complimento più bello mai ricevuto: mi disse che nel lavoro gli sembravo suo fratello Dražen”.

Ah, l’etica del lavoro, questa sconosciuta a tanti giocatori, non certo a chi viene dalla scuola slava.
“Noi giochiamo con passione, voglia, cuore, questa è la nostra base. Io, alla fine di ogni allenamento, mi fermo a tirare centinaia di volte da 3 punti”. Sì, il tempo sembra essersi fermato, ci sembra di vedere Petrović a fine allenamento.

Anche a Pesaro giocherà con il numero 6…
“L’ho sempre avuto, fin dalle giovanili, in onore di Arijan Komazec”. Meglio per lei, ma continuiamo a pensare che – a Pesaro – questa maglia dovrebbe essere ritirata in omaggio al numero 6 più grande di sempre del basket italiano: Walter Magnifico.

In poche settimane, affronta per la seconda volta la sua ex squadra: la Cimberio Varese.
“Cosa dire più dei numeri che raccontano la stagione di Varese. Imbattuta in precampionato, ha perso finora una sola partita. La rispettiamo, ma non abbiamo paura di affrontarla. Si esprimono soprattutto in transizione, corrono e giocano in campo aperto; prendono tanti tiri, anche fuori dalle regole, ma li segnano perché hanno fiducia”.

Alla fine della conferenza stampa, il Club Amici della Vuelle ha annunciato di mettere a disposizione della Victoria Libertas i diecimila euro raccolti durante la sottoscrizione estiva.

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