Storie di tifosi vissini: Claudio Ferri, Vulcano biancorosso

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5 gennaio 2013

PESARO – Tra le fucine di Efesto, dove vigneti e spiagge da film incorniciano il dormiente Vulcano della Fossa, la sua passione per la Vis non si spegne mai. Una telefonata al figlio Gianluca, il computer acceso e internet a palla: per Claudio Ferri, pesarese, 66 anni, uno dei fondatori («E quasi presidente a vita…») del Vis Pesaro Club e del Circolo Amici della Vis («L’ho creato io con alcuni amici 12 anni fa, accollandoci anche diversi costi, ma oggi è un vero centro d’aggregazione: un vanto») il biancorosso è un amore più forte di ogni distanza. Isola di Vulcano-Pesaro, 650 chilometri di traghetto, auto e aereo.
Tifosi Vis in occasione del derby con la Samb

Una coreografia dei tifosi della Vis in occasione del derby con la Samb della passata stagione

L’edizione odierna del Resto del Carlino racconta la storia di uno degli storici tifosi vissini: Claudio Ferri. Dopo Christian Ginepro, attore pesarese che nonostante palco, piccolo schermo e cinema, non dimentica mai di seguire la Vis, ecco la storia di chi è nato a 150 metri dal Benelli e, da ragazzino, a volte scavalcava il muretto col vigile Ghiandoni che faceva finta di non vedere. «Nel bar di Vulcano, ogni tanto, porto il libro della Vis. Perché qui, anche se la squadra di Terza Categoria fatica ogni volta a mettere insieme 11 giocatori, si parla sempre di calcio» se la ride Ferri nella lunga intervista rilasciata a Gianluca Murgia. Tra ricordi e speranze, non è mancato un affondo sulla situazione dello stadio Tonino Benelli: «Oggi mi rammarica che ci sia poca gente al Benelli. Abbiamo già vissuto questo passaggio: con Bizzocchi cercavamo ragazzini che suonassero i tamburi dando dei biglietti gratis, ma non si trovavano. Poi, però, siamo tornati ai 4000 spettatori. Adesso manca un ricambio di personaggi che facciano da traino ma serve anche uno stadio diverso. Quando torno a Pesaro trovo una città all’avanguardia e poi vedo questo Benelli. Una vergogna che stride. Anche in periferia, le strutture, hanno fatto passi avanti…noi no. Eppure ho visto che hanno cominciato a costruire a Pantano… Una soluzione? Realisticamente, lasciare da parte la Torraccia e mettere a posto questo Benelli togliendo le piste, sfruttando le aree verdi interne e ricostruendo da capo le tribune».

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