Riv, odissea senza fine per i dipendenti

di 

7 gennaio 2013

da Paolo Rossini, segretario provinciale UILCEM, riceviamo e pubblichiamo:

PESARO –  L’ennesimo capitolo dell’odissea senza fine quella dei lavoratori e lavoratrici della R.I.V, già portati allo stremo da una gestione aziendale totalmente carente e latitante, con stipendi pagati a rate e sempre in forte ritardo, e un utilizzo della cassa integrazione straordinaria (richiesta ad agosto 2012 per ristrutturazione aziendale, mai avvenuta di fatto) non conforme alla normativa vigente, senza un programma settimanale, con i dipendenti costretti a presentarsi o meno sul posto di lavoro con preavvisi brevissimi.

I dipendenti della Riv

Da più di un anno ed ad ogni incontro con l’azienda era stata promessa dall’azienda una ricapitalizzazione con un investimento di un milione di euro, mai attuata, dopodiché non sono stati più versati nè stipendi, né integrazioni salariali, né tredicesime. Come se non bastasse i dipendenti e i sindacati sono stati informati oggi in via ufficiosa tramite sms datato 06/01/2013 delle dimissioni del direttore d’azienda, e della cassa integrazione a zero ore per tutti fino a nuovo ordine.

Il colpo finale per un’azienda già da tempo moribonda. Avevamo già segnalato la gravità della situazione a inizio ottobre 2012,  quando ancora era possibile incidere sulla gestione aziendale e ristabilire la tutela dei diritti dei dipendenti R.I.V, ma al tempo i lavoratori avevano rinunciato a scioperare in cambio di pochi spicci e persino il mio collega di un’altra sigla sindacale si era dissociato dalle mie dichiarazioni avvallando di fatto la condotta aziendale senza avere un occhio neanche all’immediato futuro e alla realtà della situazione aziendale. Il compito di noi sindacalisti, a mio avviso, è anche quello di vigilare sulle aziende che non rispettano le leggi vigenti e segnalare chi usa sotterfugi a discapito di aziende serie che operano regolarmente, per cui sono estremamente basito dal fatto che noi della Uil, il sindacato più piccolo e con meno risorse degli altri, siamo stati gli unici a denunciare a tempo debito con estrema preoccupazione il caso della R.I.V , nella speranza di aiutare a ridare ai suoi dipendenti un futuro che oggi sembra invece totalmente cancellato”.

 

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