Markovski: “Dobbiamo meritare Valter Scavolini e tifosi”

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10 gennaio 2013

PESARO – Il giovedì dell’ennesima settimana dopo una sconfitta è lo stesso delle precedenti, anche se coach Markovski cerca di non arrendersi, soprattutto di non farsi contagiare dall’atmosfera di scoramento che sta segnando l’ambiente.

Coach Zare Markovski

“E’ un momento particolare, viviamo in attesa della vittoria che dovrebbe sbloccarci… Lavoriamo discretamente in allenamento, ma in partita evidenziamo problemi su cui lavorare sperando si sistemino”.

Di positivo, nell’ennesima settimana difficile di una stagione mai così travagliata, la visita alla squadra fatta da Valter Scavolini nel giorno del suo compleanno…
“Valter ha mostrato per l’ennesima volta grande affetto per la squadra. Chi ha chiesto un solo regalo: non mollare, crederci, dare tutto quello che si può. Non può che farci piacere. Lui il suo l’ha fatto, ancora una volta. A noi che conosciamo la sua storia, ha fatto ancora effetto. Avevamo spiegato già, ai nuovi, chi è Valter Scavolini, la cui biografia potrebbe essere uno scenario da film da Oscar. Se abbiamo coscienza, dobbiamo rispettare quel che ci ha chiesto. Alla sua visita mi sento di aggiungere un altro episodio: è stato emozionante, durante il primo tempo, vedere il pubblico scattare in piedi…” E’ accaduto quando la Vuelle ha difeso così bene che Varese ha perso palla per infrazione di 24 secondi.

“Si dice che Pesaro è un ambiente non facile. Mi sento di aggiungere che è altrettanto bello, perché il pubblico non ama le mezze misure. Ho detto ai giocatori che basta poco a fare scattare la scintilla, ma dobbiamo essere noi a farlo… Io allaccerei questo episodio alla visita di Valter. Tutti, da lui al tifosi del gradino più in alto, cercano di sostenere la squadra”.

Si è vista, pur se a tratti, la difesa, ma è mancato l’attacco.
“Nel primo tempo non abbiamo realizzato tiri pulitissimi, costruiti con gioco di squadra. Con la difesa fatta, meritavamo di più dei 13 punti segnati nel primo quarto. Così in allenamento abbiamo lavorato ancora sulla circolazione di palla, per continuare a costruire quei tiri che non sono entrati nel canestro di Varese. Dobbiamo indirizzare la palla ai giocatori che hanno certe qualità. Abbiamo visto giocatori uscire dalle loro qualità pensando al tabellino. Mi riferisco soprattutto a Mack, che si è preso 8 tiri in 10 minuti, con una proiezione partita di 32, e accentrato il gioco nelle sue mani. Dobbiamo perfezionare la condivisione dei tiri”.

Esiste un problema fisico?
“No, anche se l’allenamento di mercoledì è stato molto intenso e stamattina qualcuno lamentava di avere gambe pesanti. Quindi, si può migliorare anche sotto questo aspetto”.

Lei ha detto che avrebbe puntato su Barbour nel ruolo di 4. E’ evidente che vi manchi un giocatore nel ruolo.
“La tenuta difensiva di giocatori che non possono giocare insieme obbliga ad avere quintetti atipici, con Barbour da 4. Se lui gioca più vicino a canestro, può attaccare senza usare troppi palleggi, come succede ora, fermandosi a cinque metri dal canestro”.

Il “mercato” è chiuso?
“Io sono contrario, il mercato è perpetuo, ma non chiedo niente di più. Sempre attenti sia in entrata sia in uscita, cerchiamo di ottimizzare quello che abbiamo. Dobbiamo concentrarci sulla squadra che abbiamo. Il mercato è come una pastiglia per il mal di testa: te lo fa passare, ma a volte il male ti ritorna”.

Bryan gioca bene solo quando Crosariol non c’è per infortunio o perché è uscito per falli.
“Non è giusto. Io mi aspetto competitività. A maggiore ragione quando hai la possibilità di giocare ogni partita. Bryan mi deve fare vedere che cosa può fare. Che giochi se non c’è Crosariol, è una magra consolazione”.

Come procedono gli ultimi inserimenti?
“Non posso lamentarmi, ma poi conta la partita e finora non si è vinto. Dobbiamo diminuire il minutaggio dei giocatori che hanno in testa la sconfitta. Però, sarei disonesto se dicessi che non s’impegnano. Vi racconto un episodio per farvi capire meglio: mezz’ora prima di un allenamento, Kinsey mi ha chiesto di analizzare il suo gioco e chiarire cosa ha bisogno la squadra. E Mack e Barbour stanno cercando di applicarsi per dare le risposte che chiedo”.

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