Minacciano la commercialista con una pistola, 2 arresti

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10 gennaio 2013

Pistola

PESARO – In data 8 gennaio, gli operatori delle volanti della Questura di Pesaro e Urbino e i militari del nucleo operativo e radiomobile della compagnia carabinieri di Pesaro hanno tratto in arresto un 51enne cittadino cileno, residente a Pesaro, disoccupato, e la sua compagna, pesarese di 45 anni, entrambi noti alle forze dell’ordine. La coppia sarebbe stata sorpresa nella flagranza del delitto di violenza privata aggravata in concorso fra loro.

In particolare – fanno sapere polizia e carabinieri – alle ore 16.30 circa di martedì le due persone in questione si presentavano presso uno studio di commercialista del centro storico, chiedendo alla titolare la consegna di alcuni documenti relativi alla cessazione del rapporto di lavoro come badante, che la pesarese aveva svolto alle sue dipendenze. Alla richiesta di sottoscrivere la ricevuta attestante l’avvenuta consegna, quest’ultima iniziava ad agitarsi ed a gridare, pretendendo dell’ulteriore documentazione, a suo dire mancante.

Richiamato dal vociare, il cittadino cileno, che si trovava nell’attigua sala di attesa, si parava davanti alla titolare dell’ufficio, puntandole al viso una pistola, scatenando il panico fra i presenti, fra cui il figlio della titolare, impiegato nello studio, che si interponeva, riuscendo a chiudere la porta dell’ufficio, lasciando all’esterno lo straniero e la sua compagna, che si allontanavano. Sul posto giungevano con tempestività le pattuglie della polizia di Stato e dell’Arma dei carabinieri, che operando con grande sinergia rintracciavano i due in strada, a poca distanza dallo studio.

La perquisizione effettuata sullo straniero consentiva di rinvenire una pistola giocattolo, priva di tappo rosso, che teneva infilata nella cintura. La coppia, pertanto, veniva tratta in arresto e condotta presso la casa circondariale di Villa Fastiggi a disposizione dell’autorità giudiziaria. Dagli accertamenti risultava che già il 7 gennaio i due arrestati si erano presentati presso lo studio incontrando la titolare e chiedendole la consegna della documentazione. Nella circostanza quest’ultima, impossibilitata a soddisfare la richiesta non avendo con sé le carte in questione, veniva fatta oggetto di minacce verbali da parte del cittadino cileno, che si allontanava solo dopo aver ottenuto un appuntamento per il giorno successivo.

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