Tares, per la Cna lo slittamento non risolve i problemi

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18 gennaio 2013

Giorgio Aguzzi

Giorgio Aguzzi , vicepresidente nazionale Cna

PESARO – La battaglia sulla Tares non appartiene a questa o quella associazione. Ogni tentativo di appropriarsene appare poco in linea con la posizione nazionale di unitarietà portata avanti da Rete Imprese Italia che pure esiste anche a Pesaro. La Cna di Pesaro e Urbino, per voce del suo presidente provinciale, nonché vicepresidente nazionale dell’associazione, Giorgio Aguzzi, esprime la propria opinione su alcune prese di posizione ed iniziative relative all’imposta apparse sulla stampa locale. Quanto allo slittamento  da aprile a luglio del pagamento della prima rata della Tares, Aguzzi dice “il rinvio è solo un’operazione  dal sapore elettorale che sposta il problema senza risolverlo”.

La Cna di Pesaro e Urbino così come Rete Imprese Italia è irremovibile nel suo giudizio sull’emendamento votato dal Senato che fa slittare a luglio il pagamento della prima rata della nuova tassa sui rifiuti mantenendone però l’entrata in vigore da gennaio.

Secondo la Cna, ed in particolare per il presidente provinciale dell’associazione, Giorgio Aguzzi che riprende al rigaurdo la posizione di Rete Imprese Italia “la decisione del Senato ha poco senso e suona quasi come una beffa per i contribuenti che, tra i numerosi balzelli, dovranno comunque affrontare anche questa nuova tassa sui rifiuti e sui servizi comunali che dal primo gennaio sostituisce la Tarsu e le tariffe rifiuti Tia”.

“E tutto fa pensare – secondo quanto afferma Rete Imprese Italia – che si tratterà di una stangata visto che il Governo si aspetta dalla Tares maggiori entrate per i Comuni pari a 1 miliardo nel 2013 e 1 miliardo nel 2014, equivalenti a un incremento di 16 euro per abitante. Aumenti che vanno ad aggiungersi a quelli registrati negli ultimi 10 anni con la crescita del 57% delle tariffe rifiuti in Italia, quasi 23 punti in più rispetto all’Area euro”.

Per Aguzzi, “quella della Tares è una vicenda emblematica che denuncia come non si possa continuare pervicacemente con una politica vessatoria nei confronti delle imprese. Anziché varare misure che incentivino l’attività delle imprese, si trovano ogni giorno nuovi espedienti per attingere nuove risorse dal mondo delle imprese. E intanto le aziende della nostra provincia continuano a chiudere. Il livello di tassazione e la mancanza di credito da parte delle banche, stanno letteralmente strozzando la nostra economia. Servono interventi urgenti e crediamo che anche l’attività dei nostri parlamentari sarà importante nei prossimi mesi. Non servono promesse vuote, slogan, abolizioni propagandistiche; servono interventi concreti che ridiano speranza e fiducia alle nostre aziende”.

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