La VL non centra il colpaccio: occasione persa

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21 gennaio 2013

PESARO – Un’occasione persa. Inutile girarci intorno. La Scavolini Banca Marche a Roma non è riuscita a conquistare i due punti che le avrebbero permesso di dare una svolta decisiva alla stagione, vincendo contro una formazione di fascia medio-alta come quella capitolina. Un vero peccato perché quando perdi di un solo punto ti rivengono in mente tutti gli errori commessi: i due liberi sbagliati da Flamini, le infrazioni di 24 secondi, un appoggio di Barbour fallito senza nessuna marcatura avversaria, Thomas che sbatte sul ferro un libero fondamentale, Barbour che nell’ultima azione invece di cercare l’entrata per prendersi un fallo affretta un tiro da tre punti, per arrivare al coast to coast finale di Cavaliero forse viziato da un fallo precedente ma comunque scoccato fuori tempo massimo.

La Scavo Banca Marche nella foto Fraternale Meloni

Con i se e con i ma non si va molto avanti e la pesante sconfitta casalinga subita da Biella contro Sassari e la vittoria di Montegranaro su Avellino, che ha dato il due a zero stagionale alla Sutor contro la Sidigas, hanno reso meno amara la pillola da digerire per i tifosi biancorossi che si possono consolare con i progressi mostrati dai suoi giocatori in questo 2013: fino ad un mesetto fa la Vuelle queste partite le perdeva di 20 con il solito copione di reggere un tempo per poi finire travolta nella ripresa, dove mollava senza accennare un minimo di reazione. Con l’arrivo di Stipcevic la Scavolini Banca Marche ha acquisito quel pizzico di sicurezza indispensabile per rimanere dentro il match ed anche se il terzo quarto continua ad essere un territorio oscuro, nel quale neanche Markosvki riesce a districarsi, in queste ultime partite Pesaro sta esprimendo quella voglia di non mollare che i tifosi si aspettano. Impensabile specialmente in trasferta, avere la forza per staccare gli avversari, ma la Vuelle dovrà anche in futuro riuscire a portare il match fino a un finale punto a punto, sperando che il risultato arrida ai ragazzi del presidente Del Moro.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Non è certamente facile il compito di un allenatore. Prendete Markovski che dopo un paio di mesi di permanenza a Pesaro sta cercando di tirare fuori il meglio da un gruppo non dotato di grandissima classe con un paio di elementi che andrebbero tagliati, ma gli errori commessi in precedenza dalla dirigenza biancorossa non consentono più cambi, con un solo acquisto da tenersi stretto per sopperire ad eventuali e malaugurati infortuni. Il coach macedone sta dimostrando con i fatti di non fidarsi del rendimento di Mack, ormai diventato un tiratore da fuori con poca applicazione difensiva e una scarsa predisposizione a rimbalzo, e anche da Torey Thomas sa di non potersi aspettare molto di più di una decina di minuti di buona difesa che non possono compensare l’abulia offensiva del numero nove biancorosso che sta viaggiando a meno di 4 punti segnati di media. Poi Markovski deve risolvere il “mistero Kinsey”, giocatore che è sempre sul punto di diventare determinante senza riuscire però a completare l’opera. E’ qui che un buon allenatore può diventare ottimo, da quello che riesce ad ottenere da un atleta che può valere 8 ma continua a giocare da 6. Se con Barbour il lavoro ai fianchi sta mostrando i primi frutti, con Antwain che sta selezionando meglio i tiri ed ha accettato anche di giocare in un ruolo non suo, il coach biancorosso non è ancora riuscito a tirare fuori il meglio da Tarence, condizione essenziale per le ambizioni di salvezza della Scavolini Banca Marche.

Poi non deve essere facile neanche la gestione di un atleta particolare come Crosariol, 210 centimetri non sempre sfruttati completamente. Andrea si estranea dal gioco per diversi minuti sapendo comunque che la sua permanenza sul parquet non è messa in discussione dal suo naturale sostituto, non essendo Sylvere Bryan in grado di scalzarlo come titolare. Anche contro l’Acea il pivot milanese non ha sempre sfruttato gli uno contro uno che la difesa avversaria gli concedeva, preferendo scaricare il pallone ad un compagno per una conclusione da fuori con esiti non sempre felici.

Ma Markovski rimane un allenatore navigato al quale la Pesaro cestistica chiede principalmente una sola cosa: la salvezza, con una buona fetta che passerà dalla sfida di domenica prossima contro l’Angelico Biella. Il compito di Zare è quello di preparare al meglio la sfida sia dal punto di vista tattico sia soprattutto dal punto di vista motivazionale, convincendo gli americani che questa sfida per Pesaro ha la stessa importanza di un playoff Nba. Non sarà proprio la pura verità ma in una stagione nella quale i playoff certamente non si faranno occorre tenere alto il livello di attenzione del gruppo anche con qualche piccola bugia.

 

I PIU’…

Difesa
Markovski si mette a zona e Roma non riesce più a segnare come in precedenza. Se non ci fossero state un paio di invenzioni del fenomeno Datome per tirare fuori dai guai coach Calvani, la partita avrebbe potuto prendere un’altra piega.

Antwain Barbour
Le ultime due azioni sono la cartina di tornasole di questo giocatore: prima infila la tripla del meno 1 ad un minuto dal termine, poi invece di cercare la penetrazione per un canestro ravvicinato o per procurarsi un fallo col bonus esaurito ritenta una tripla affrettata con ancora 14 secondi da giocare. Ma Antwain dà la sensazione di essere sulla strada giusta per diventare un protagonista assoluto di questo campionato.

Rimbalzi
Sostanziale pareggio sotto i tabelloni. Dopo tante partite passate a vedere gli avversari banchettare sotto canestro la Vuelle regge il confronto contro i più muscolari lunghi romani anche se da Crosariol e Mack ci si aspetta sempre qualcosina di più.

 

…E I MENO DELLA SFIDA ROMA-PESARO

Tiri Liberi
Solamente 7 i liberi tentati e appena 3 quelli segnati. Il capitano fa 0 su 2 e Thomas ne sbaglia uno sanguinoso. Tolto Stipcevic, gli altri biancorossi hanno bisogno di passare tanto tempo in allenamento dalla linea dei 4 metri e 60.

Palle recuperate
Se non è un record poco ci manca: Pesaro in 40 minuti recupera solamente un pallone, non subendo mai uno sfondamento e non andando mai a cercare l’anticipo sulle linee di passaggio.

Selezione dei tiri
Ancora più tiri da tre (30) che da due (25) e stavolta le percentuali non sono venute in soccorso dei ragazzi di Markovski come è successo ad Avellino. Se il tuo pivot rifiuta comodi uno contro uno per riaprire il gioco sul perimetro diventa inevitabile tentare la fortuna dalla linea dei 6.75.

 

DAGLI ALTRI PARQUET

La capolista Varese batte agevolmente Brindisi e Sassari si mantiene a meno 2 segnando 100 punti all’Angelico Biella, Cantù cade a Venezia nel posticipo mentre Milano continua nella sua serie positiva in trasferta espugnando il campo di Caserta. Cremona si tira fuori definitivamente dalla zona calda vincendo sul campo di una Bologna sempre più in crisi e Montegranaro vince lo spareggio contro Avellino per un 2 a 0 negli scontri diretti che potrebbe essere fondamentale a fine stagione. Stasera il posticipo tra Siena e Reggio Emilia.

Un commento to “La VL non centra il colpaccio: occasione persa”

  1. leo scrive:

    ero uno dei tre tifosi presenti al palatiziano un gran peccato per come sia andata alla fine ma ho visto delle buone cose anche se da bordo campo ho visto un crosariol veramente moscio!!!

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