Mattioli, La Tua Fano: “Vigilare sulla Regione: le parole diventino presto fatti concreti”

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22 gennaio 2013

Da Giacomo Mattioli, Capogruppo “La Tua Fano” riceviamo e pubblichiamo:

FANO – L’incontro tenutosi ieri tra la Giunta fanese e quella Regionale dimostra una cosa: che gli amministratori regionali non possono più far finta che Fano non esista o che i suoi problemi siano di “serie B” rispetto a quelli di altri territori.

Giacomo Mattioli

Certamente, se il Presidente Spacca e i suoi Assessori sono stati costretti a doversi scomodare dalle loro poltrone anconetane e venire fin qui, grande merito va riconosciuto all’Amministrazione Comunale e a tutte quelle forze politiche che, negli ultimi mesi, si sono battute concretamente per far sentire forte la voce dei cittadini fanesi alle loro orecchie, troppo spesso dimostratesi “da mercante” di fronte alle richieste del nostro territorio.

E l’incontro di ieri non deve essere visto come un punto di arrivo, bensì come un punto di partenza in una nuova gestione dei rapporti Fano-Regione: è vero che sono stati presi importanti accordi, sui quali sarà fondamentale vigilare affinché non restino parole al vento ma si concretizzino in interventi tangibili (pensiamo alla Strada delle Barche, alla difesa della costa e al dragaggio del Porto) ma è altrettanto vero che alcuni temi spinosi sono stati abilmente dribblati dall’Amministrazione Spacca.

Ci riferiamo in primis alla vicenda delle centrali a biogas, che è stata liquidata da Spacca come una semplice “questione tecnica” ma che invece ha risentito fortemente dell’impronta politica data dagli amministratori regionali, come da sempre sosteniamo al fianco dei Comitati No-biogas – senza considerare il fatto che oggi fare riferimento ai “tecnici” non può essere motivo di tranquillità, visto anche ciò che succede a livello nazionale. E su questo fronte, che riteniamo tutt’altro che chiuso considerando anche il ricorso alla Corte Costituzionale contro la Legge Regionale che ne ha permesso l’autorizzazione, ribadiamo il nostro sostegno alle ragioni del no e la collaborazione con i Comitati per scongiurarne la realizzazione.

Anche sulle grandi infrastrutture occorrerà mantenere alto il livello di attenzione e la pressione sulla Regione: il nostro territorio, entroterra compreso, non può permettersi di restare nelle condizioni attuali ma deve assolutamente cogliere le occasioni che derivano dall’intervento dei privati per la superstrada Fano-Grosseto e dalle opere accessorie alla terza corsia dell’A14. Il Comune di Fano dovrà continuare a far sentire la propria voce, chiedendo che per la prima si abbandoni l’idea del pedaggio e della chiusura di alcuni svincoli esistenti, mentre per le seconde si trovi una soluzione condivisa che possa far superare lo stallo attuale derivante dal parere contrario della Sovrintendenza.

Questi sono i banchi di prova più importanti sui quali i cittadini valuteranno la credibilità non solo degli amministratori regionali, che oltre a spendere belle parole finora hanno fatto ben poco per tutelare la nostra città, ma anche quelli fanesi ai quali spetta l’arduo e a volte frustrante compito di sollecitare ed esigere risposte che la nostra città e il nostro territorio non possono più attendere.

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