Questo Don Giovanni ha fatto innamorare tutti

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22 gennaio 2013

FANO –  Quando la RAI deteneva il monopolio del sistema televisivo, lo strumento di valutazione per la programmazione era l’indice di gradimento, basato sulla stima qualitativa del prodotto. Con l’avvento della televisione commerciale l’indice di gradimento è stato soppiantato dall’Auditel che valuta l’efficacia dei prodotti sulla quantità dei contatti che riesce a produrre e che determinano l’appeal degli inserzionisti.

 

Teatro della Fortuna

Un momento del Don Giovanni

L’altra sera il Teatro della Fortuna di Fano era pieno in ogni ordine e grado per la seconda e ultima rappresentazione del Don Giovanni di Mozart, nuova produzione e prima opera del cartellone del Fortuna Opera Festival. In scena un cast di bravissimi cantanti perfettamente a proprio agio nella parte assegnata ad ognuno: il basso Andrea Concetti in Don Giovanni, il soprano Laura Giordano in Donna Anna, il mezzosoprano Agata Bienkowska in Donna Elvira, il baritono Giovanni Guagliardo in Leporello (gli ultimi tre debuttanti nel ruolo con ottimi risultati), il tenore Pablo Karaman in Don Ottavio, il basso Christian Faravelli nel Commendatore, il basso baritono Giacomo Medici in Masetto e il soprano Caterina Lippo in Zerlina. Sul podio Roberto Parmeggiani dirigeva l’Orchestra Sinfonica G. Rossini e il Coro del Teatro della Fortuna M. Agostini preparato da Lorenzo Bizzarri.

 

Motivo di orgoglio e compiacimento per i vertici della Fondazione e per tutta la squadra del teatro che, insieme alla squadra del regista Francesco Esposito formata dallo scenografo Mauro Tinti, il visual artist Franco Armieri, il lighting designer Fabio Rossi e il coreografo Domenico Iannone, ha incessantemente lavorato a questa produzione per 3 settimane di fila. Ma la soddisfazione più grande, l’orgoglio e la gratitudine, derivano dal “gradimento” espresso dal pubblico, dalla stampa e dai tanti giovani studenti delle scuole che hanno visto lo spettacolo ed hanno assistito alle prove aperte. Un pubblico eterogeneo di appassionati e neofiti soddisfatti e concordi nell’attribuire capacità e valore allo spettacolo e ad ognuno dei protagonisti, e che hanno lasciato il teatro dopo i lunghi e calorosissimi applausi finali con commenti e sorrisi inequivocabili.

 

Il merito è senz’altro di tutti ma una menzione speciale va sicuramente al regista Francesco Esposito che ha saputo ideare e realizzare uno spettacolo godibilissimo riaffermando e ricordando, con il suo lavoro, che l’opera lirica è “Teatro” in musica, forma di spettacolo tra le più complete. Un progetto che ha rispettato in pieno l’idea che egli ha dell’Opera Lirica oggi, cioè di un’espressione della creazione artistica viva, dotata di anima e di respiro, desiderosa di condividere la sua vitalità e attualità con i contemporanei a cui ancora si rivolge.

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