Sartini: “Outlet di Marotta, ma quale opportunità?”

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22 gennaio 2013

MAROTTA – Il nuovo outlet di Marotta sarebbe un’opportunità per le piccole e medie imprese? Ci risulta davvero difficile condividere il sostegno espresso sulla stampa dal consigliere provinciale del Pdl Massimo Rognini al progetto che prevede un nuovo mega-centro commerciale alle porte di Fano.

Ilva Sartini, direttore Confesercenti Fano e Marche

Ilva Sartini, direttore Confesercenti Fano e Marche

Rognini afferma che le Pmi “potranno beneficiare dell’indotto che verrebbe a crearsi” con la nascita della nuova struttura. Ci chiediamo quale sia questo indotto visto che, lo sappiamo bene, i mega outlet sono città nelle città, autonome rispetto al contesto perché già dotate al loro interno di tutti i servizi necessari alla clientela, dal ristorante al bar. E’ improbabile, quindi, che i visitatori scelgano di uscire dalla struttura per prendere un caffè o consumare un pasto, ed è ancora più improbabile che prenotino un soggiorno alberghiero per poter effettuare i propri acquisti. Quali sarebbero, quindi, i benefici per i ristoranti, i bar, le agenzie di viaggio e gli alberghi della zona? Piuttosto avremo, questo sì, un aumento esponenziale del traffico e dell’inquinamento, fattori che certo non contribuiranno a migliorare la nostra offerta turistica, anzi, costituiranno un deterrente per coloro che scelgono il territorio per la sua qualità della vita.

Rognini afferma poi che i commercianti non ci rimetteranno perché nell’outlet si vendono merci del settore non alimentare. E i negozi di abbigliamento, accessori e casalinghi già esistenti nella zona di Fano e Marotta cosa vendono? Non sono forse commercianti questi? E’ ovvio che tali tipologie di negozi risentiranno in maniera pesante della concorrenza fino a rischiare in gran numero la chiusura. Da qui, la questione dell’occupazione: i nuovi assunti saranno sicuramente molti di meno rispetto a coloro che perderanno il posto di lavoro. Anche qui, dov’è il beneficio?

Confesercenti non si oppone all’outlet per una questione politica o per difendere gli interessi di una categoria, ma proprio per il bene del territorio. Perché se muore il piccolo commercio non muoiono solo i centri storici e le città, ma anche l’economia locale, fatta di piccoli imprenditori che già a fatica cercano di sopravvivere alla crisi.

Accettiamo volentieri l’invito di Rognini a un confronto sul tema, nella speranza che questo modello di sviluppo legato alle grandi cittadelle commerciali, per niente innovativo, ma, anzi, ormai vecchio e superato, possa lasciare il posto a una politica di rilancio dei centri commerciali naturali, nei quali c’è, davvero, il futuro della nostra economia. E questo ripensamento è tanto più auspicabile dal momento che i consumi sono crollati, non si prevede che riprenderanno nel breve periodo e, anche nel lungo periodo, i cambiamenti saranno stati tali che la rete commerciale sarà, senza una politica di sostegno adeguata, sicuramente molto ridimensionata.

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