“Badanti, evitare di innescare una guerra tra poveri”

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24 gennaio 2013

PESARO – Il ricorso al mercato privato dell’assistenza ospedaliera costituisce oggi un fenomeno sempre più evidente, che richiama la necessità di regolazione, qualificazione e controllo.

“Questo fenomeno in Italia ha assunto una consistenza diversa rispetto agli altri Paesi europei – afferma Paola Travagliati, responsabile provinciale CNA Professioni – per ragioni riconducibili alle caratteristiche stesse del nostro sistema di welfare e per le trasformazioni che hanno investito la famiglia contemporanea, con il crescente invecchiamento della popolazione che determina un maggiore fabbisogno di manodopera assistenziale.

A fronte di ciò, le funzioni di cura che in passato venivano risolte nell’ambito dalla struttura solidaristica intergenerazionale, sono ora esternalizzate dalle famiglie, divenendo veri e propri beni di mercato”.

 

L’assistenza ospedaliera privata da parte di donne straniere ed italiane è una realtà ormai consolidata e per di più, visto l’invecchiamento della popolazione che caratterizza anche la nostra provincia, sicuramente in futuro non se ne potrà fare a meno.

 

CNA ha nel proprio dna, come linea guida, la lotta al lavoro nero ed all’abusivismo; si pensi alle recenti azioni che hanno riguardato sia il settore dell’estetica che delle costruzioni.

 

Ci preme innanzitutto sottolineare che i soggetti iscritti nell’elenco ANS degli Ospedali Riuniti Marche Nord (assistenza non sanitaria a titolo oneroso), sono:

a) in possesso di regolare partita IVA; b) sono iscritti alla gestione separata dell’INPS; c) sono in possesso di polizza assicurativa contro gli infortuni e per la responsabilità civile verso terzi; d) sono in possesso di certificato medico attestante l’idoneità sanitaria. Si può ritenere che tali soggetti possano configurarsi come un’impresa? Secondo la CNA le loro prestazioni di carattere assolutamente non sanitario, così come da regolamento, comportano “tutte quelle azioni che possono avere la caratteristica di rassicurare il paziente; supportarlo psicologicamente e favorire il mantenimento di azioni connesse alla vita quotidiana”. Siamo di conseguenza nel mondo delle professioni non organizzate in Albi, Ordini o Collegi; i cosiddetti atipici, riguardo ai quali finalmente dopo 15 anni di attesa è stata approvato lo scorso dicembre la legge volta a regolamentare il settore per cui CNA si è fortemente battuta.

 

L’ingresso in Ospedale per assistenza non sanitaria a titolo non oneroso al personale fuori lista è consentito solo a soggetti già presenti nel nucleo familiare dell’assistito attraverso una procedura interna con un modulo per un’autodichiarazione compilata dagli stessi familiari.

 

In questo meccanismo si annida un’area di lavoro nero che va combattuta. E’ necessario in un momento di grave crisi economica, in cui inevitabilmente cambiano i comportamenti delle persone che hanno bisogno, tutelare le assistenti regolari ed evitare di sfociare in una guerra tra poveri. Il richiamo alla responsabilizzazione dei familiari che rilasciano dichiarazioni, il registro delle presenze notturne e diurne attraverso cui procedere per accertamenti del reddito, il meccanismo di controllo delle stesse dichiarazioni rese agiscono in questa direzione.

 

CNA di Pesaro e Urbino si propone in maniera costruttiva per rendere il sistema più trasparente e per la necessità di tutelare le regolari rendendosi disponibile da un lato a verificare la presenza nell’elenco delle autorizzate di persone che abbiano cessato l’attività e dall’altro all’individuazione di uno strumento di controllo che funga da deterrente e permetta di arginare questa problematica del pianeta assistenziale.

 

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