La Scavo di Stipcevic: uno per tutti, tutti per uno

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28 gennaio 2013

PESARO – Un salto in alto degno di… Fosbury. Che saltava all’indietro, mentre da domenica sera la Vuelle può guardare indietro, scoprendo che alle spalle ne ha lasciate addirittura due. Biella, sconfitta per la seconda volta in stagione. Avellino, battuta in casa dalla capolista grazie agli omaggi di Dean e alla tripla di Green.

Stipcevic a bordo campo prima del match con l'Angelico

Dunque, Pesaro ha vinto due delle ultime tre gare, perdendo solo a Roma in un modo che fa ancora lacrimare i cuori, contro la squadra che ieri sera ha espugnato Cantù. E anche se mancano ancora tredici sfide, si può guardare con meno pessimismo al futuro. Grazie a Valter Scavolini, che in un momento in cui altri hanno difficoltà a mantenere gli impegni ha consentito di portare a Pesaro giocatori del valore di Tarence Kinsey e soprattutto di Rok Stipčević. Un leader, che a fine gara pensa soprattutto a esaltare i compagni, in particolare quelli che a qualcuno sono sembrati in difficoltà. Come Crosariol.

Non si può vedere nelle statistiche, ma ha fatto un buon lavoro. Noi sappiamo bene cosa vale per questa squadra. Lui è un bravo giocatore e una bella persona, e anche oggi ha disputato una buona partita”.

Rok ha dato la carica, trascinando i compagni, ma anche il pubblico, freddino e addirittura autolesionista nel momento più difficile, quando Biella ha recuperato dieci lunghezze ed è passata in vantaggio. Forse qualcuno pensava che sarebbe stata una passeggiata… Ma Rok ha scaldato i cuori e sollecitato gli applausi di incoraggiamento. Un acquisto super, il suo.

A Pesaro serve davvero poco per ritornare pazza per la pallacanestro. Io me ne rendo conto andando in giro per la città. Tutti seguono, tutti sanno di basket. Vedrete che un poco alla volta la gente tornerà al palazzo dello sport. Sono sicuro che il pubblico è il nostro sesto giocatore”.

Daniele Cavaliero si era trascinato per giorni il rammarico per l’ultimo tiro non concretizzato, per la sconfitta di Roma. Domenica sera ha ritrovato la serenità.

Domenica mattina, dopo l’allenamento di rifinitura, Antwain Barbour mi ha confidato di sentirsi più nervoso delle altre volte. Gli ho risposto che faceva bene a esserlo perché quella con Biella era una partita da playoff. Nel secondo quarto abbiamo perso lucidità, e non possiamo permettercelo. E’ una vittoria importante, ma dobbiamo continuare con la stessa grinta, la stessa volontà dell’ultimo periodo, con un pochino di serenità in più, per provare a fare qualcosa di bello nella seconda parte”.

Cavaliero sottolinea una chiave della Scavolini attuale…

Abbiamo giocatori di grande carattere. Rok è uno di questi. E così Antwain e Kinsey, Crosariol pure. In certe situazioni, avere giocatori così ti consente di recuperare svantaggi oppure di fare break. Non volevamo arrivare punto a punto negli ultimi minuti, per evitare un finale thriller. E’ andata bene, posso sorridere, finalmente…”.

Come Stipčević, Cavaliero spende parole importanti per un compagno: Simone Flamini.

Come ha detto Rok, Pesaro vive per il basket, lo ama alla follia. In settimana mi è stato chiesto di Flamini… Mi sento di dire che Simone è il vero capitano, fa tutto per la squadra. In questo momento non sta in piedi, è in condizioni fisiche precarie. Pur di giocare, per dare un contributo alla squadra, ha fatto più iniezioni antidolorifiche in queste settimane che in tutta la sua vita. La gente poi può dire quello che vuole, ha il diritto di farlo, ma io ho il dovere di spiegare come stanno le cose”.

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