Le triple salvano il posto a Lamont Mack

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28 gennaio 2013

PESARO – La grande prestazione al tiro, ma anche l’approccio giusto alla partita (6 rimbalzi conquistati, 1 sola palla persa, ma anche 1 recuperata e 1 assist, per 14 di valutazione) e la positiva risposta alle recenti critiche di coach Markovski hanno fatto cambiare idea allo staff tecnico e a quello dirigenziale: si va avanti con l’ala americana.

Mack in azione. Foto Fraternale Meloni

Chiuse, quindi, le porte a Mancinelli ma anche alla possibile trattativa con Forlì per il bosniaco Miroslav Todić, ala di 2,05 per 110 chilogrammi, strepitoso anche domenica, a Pistoia, dove ha chiuso con 30 punti nella sconfitta della Le Gamberi Forlì contro la Giorgio Tesi Group. Sarà anche Legadue, ma in 36 minuti totalizzare 9/15 da 2, 2/4 da 3, 6/10 ai liberi (unico neo), 18 rimbalzi (7 offensivi), 3 perse e 3 recuperate con 40 di valutazione, non è cosa da tutti i giorni. Pensando che domenica la Vuelle ha perso il confronto al rimbalzo, concedendone 12 offensivi…

Non a caso, a fine gara, è stato chiesto a Markovski del perché i suoi lunghi abbiano chiuso con zero punti, tirando – tra Crosariol e Bryan – una sola volta e mettendo a disposizione della squadra 4 rimbalzi.

Dobbiamo ottenere il massimo che i nostri giocatori possono dare. L’abbiamo ottenuto da Mack, Cavaliero, Stipčević e gli altri. Stipčević ha ragione, però, quando sostiene che Crosariol è risultato importante, in difesa, nel primo quarto. Il suo lavoro è stato cruciale nella prima fase, come lo era stato, per tutta la partita, ad Avellino. Poi ha avuto problemi di falli. Per questo è stato a lungo in panchina. Lui non è un giocatore da dentro e fuori”.

Mack ha dato una bella risposta, quasi a dimostrare che lui vuole restare a Pesaro.

Mack si è messo a disposizione della squadra e ha fatto quello che gli si chiede, esprimendo la sua migliore caratteristica: lettura delle difese per poi punirle con il suo tiro dalla distanza. Se la palla non fosse entrata, ora saremmo tutti dispiaciuti, come siamo contenti che le triple siano state precise. Ma se Mack cerca di fare altre cose per cui è meno adatto, ci arrabbiamo, ed è giusto che lui lo capisca”.

La scorsa settimana, il direttore sportivo pesarese John Ebeling è stato a Imola, a vedere l’allenamento di Stefano Mancinelli, ancora senza squadra. Poi, però, era venuta fuori – anche in seguito ad alcune dichiarazioni d’amore dell’ex Milano – la voce dell’interessamento di Sassari. Ma adesso c’è un ostacolo, e che ostacolo: la Pallacanestro Cantù. La società brianzola ha ceduto Manuchar Markoishvili al Galatasaray Istanbul.

A volte per un fine superiore bisogna prendere la decisione che mai avresti voluto prendere. E’ stata una mia scelta – commenta il presidente della Pallacanestro Cantù, Anna Cremascoli – dolorosissima e molto sofferta sia per l’importanza di Manu all’interno della nostra squadra, sia per le sue qualità tecniche e le sue note doti umane. Ci siamo trovati di fronte a un’offerta che per una società delle nostre dimensioni era irrinunciabile, in particolare modo in un momento come questo in cui, oltre ai ritardi nell’erogazione dei contributi da parte del main sponsor, si sommano purtroppo le incertezze legate alla vicenda del nuovo palasport con le conseguenti problematiche sulla prossima stagione che stanno diventando importanti”.

Si racconta che il Galatasaray pagherà 500.000 euro per il cartellino del georgiano. Con questi soldi, più quelli dell’ingaggio di Markoishvili, Cantù – che ha messo sotto accusa lo sponsor fanese – ha fatto una buona proposta a Mancinelli, che adesso ha solo l’imbarazzo della scelta.

 

 

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