Né ultimi né penultimi ma il problema resta al centro

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28 gennaio 2013

PESARO – Non siamo più ultimi, anzi a dire il vero non siamo neanche penultimi dopo la sconfitta casalinga subita da Avellino nel supplementare contro la capolista Varese. Era da quasi due mesi che la Scavolini Banca Marche era desolatamente all’ultimo posto e guardare oggi la classifica e trovare due squadre dietro alla Vuelle è una bella sensazione, merito della vittoria fondamentale ottenuta dai ragazzi del presidente Del Moro contro l’Angelico, al termine di un incontro giocato a sprazzi con momenti di basket anche spettacolari, alternati a blackout improvvisi dove Pesaro è ricaduta nel vecchio vizio di tirare solamente da fuori senza provare a bucare la difesa avversaria, con penetrazioni e scarichi per i lunghi. Sì, ma quali lunghi?

Crosariol e Cavaliero. Foto Fraternale Meloni

Difficile giustificare la prova di Andrea Crosariol, che in 18 minuti si è fatto notare solamente per i cinque falli commessi, uno più ingenuo dell’altro e per l’atteggiamento indisponente mostrato verso la terna arbitrale e verso i compagni di squadra, ricadendo nel vecchio vizio di uscire dal match a livello mentale. Su Sylvere Bryan il giudizio è ormai chiaro, con Markovski che preferisce giocare senza un centro di ruolo non fidandosi minimamente del contributo offerto dall’oriundo e se il capitano Flamini non riesce a garantire più di dieci minuti causa vari acciacchi fisici di difficile guarigione, si può capire come la pattuglia di lunghi biancorossi non possa essere un punto di forza da qui alla fine della stagione. Rimane Lamont Mack che sotto canestro non ci è mai andato in questo campionato, ma che può dare una mano alla squadra soprattutto quando è in giornata di tiro come contro Biella. Così c’è da chiedersi se non converrebbe giocarsi l’ultima carta del mercato proprio in questi giorni, stringendo magari i contatti con Stefano Mancinelli, anche se Sassari è favorita nell’ingaggio del capitano della Nazionale, oppure pescando qualche comunitario dal serbatoio della Legadue, sacrificando sull’altare del bene della squadra il terzo playmaker stagionale. Torey Thomas sta mostrando tutte le sue carenze e con Traini in via di guarigione (potrebbe rientrare a fine marzo) non sarebbe scandaloso rinunciare a Thomas affidandosi completamente a Stipcevic che comunque per il bene della Vuelle sarà costretto anche in futuro a rimanere sul parquet per non meno di 33-34 minuti di media, potrebbe essere una scommessa rischiosa se un infortunio ci mettesse lo zampino, ma arriveranno formazioni più forti di Biella sotto canestro e con Flamini in difficoltà fisiche, un quattro con caratteristiche di gioco interno sarebbe molto utile.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Lo abbiamo aspettato per oltre un mese, ma finalmente contro Biella Tarence Kinsey ha mostrato tutto il suo repertorio, se finora il numero 21 biancorosso si era fatto notare principalmente per il suo impegno difensivo , contro l’Angelico Kinsey ha sfoderato una prestazione da doppia doppia, strappando 11 rimbalzi nel traffico e segnando 19 punti frutto di cinque conclusioni dai quattro metri in splendida esecuzione, una tripla e un sei su sei dalla lunetta, vedere una guardia americana prendersi 11 tiri da due e solamente due conclusioni da tre è una gioia per gli amanti della vera pallacanestro, stanchi di pensare che il basket del ventunesimo secolo sia diventato solamente una mera dimostrazione di balistica, in una formazione che a rimbalzo ha sempre sofferto è fondamentale che ognuno porti il suo mattoncino e l’intelligenza cestistica mostrata da Kinsey potrà essere molto utile a Markovski anche in futuro.

Ma se si deve parlare di fosforo applicato al basket, impossibile non menzionare Rok Stipcevic. Anche contro Biella il playmaker croato è stato determinante per il successo della Scavolini Banca Marche, quando è rimasto seduto in panchina a rifiatare Pesaro ha subito un parziale di 22 a 4, complice anche un quintetto perlomeno atipico schierato da Markovski ad inizio del secondo quarto, dove il coach macedone è apparso poco reattivo nel prendere le dovute contromisure alle mosse di Cancellieri. Pensate come potrebbe alzarsi il rendimento di Stipcevic se avesse un centro degno di questo nome col quale effettuare il pick and roll (Crosariol talvolta chiama il blocco dimenticandosi poi di eseguire lo schema), invece Rok è costretto spesso a cercare la conclusione personale colpendo dalla linea dei tre punti con il suo tiro non stilisticamente ineccepibile ma redditizio, contro l’Angelico il suo plus/minus è stato di più 21, quello di Thomas meno 4, le statistiche non sono una scienza esatta ma servono spesso per capire e risolvere i problemi.

 

I PIU’ …..

Spirito di squadra: Dopo tanti mesi passati a conoscersi con giocatori che rimanevano il tempo di scambiarsi l’amicizia su facebook per poi andarsene verso altri lidi, la Vuelle sembra finalmente diventata un vero gruppo nel quale Stipcevic e Flamini hanno assunto il ruolo di leader e tutti i compagni danno l’impressione di seguirli con convinzione. Requisito fondamentale per proseguire la corsa verso la salvezza.

Tarence Kinsey: Eccolo il giocatore che ha giocato in Nba con i Grizzlies e i Cavs e ben figurato in Turchia, Kinsey non sarà il miglior tiratore da tre della storia ma i suoi arresti e tiro dai cinque metri sono da manuale del basket e la propensione ad andare a rimbalzo è un’arma in più a disposizione di Markovski.

Rok Stipcevic: In una squadra in totale confusione nel secondo quarto, Stipcevic ha il grosso merito di rientrare sul parquet con la mente lucida, scagliando la bomba del 36 pari a fil di sirena che ha rassicurato la Vuelle nell’intervallo, vederlo prendersi un tecnico a venti secondi dalla fine per non subire passivamente una giocata sporca di Soragna è un segnale della grinta che il croato ci mette fino all’ultimo secondo.

 

…. E I MENO DELLA SFIDA PESARO – BIELLA

Secondo quarto: Markovski non sembra adeguarsi alle mosse del coach avversario,schierando un quintetto senza bocche da fuoco che va subito in difficoltà contro i doppi lunghi biellesi, ne consegue un parziale sfavorevole di 22 a 4 che poteva essere decisivo per le sorti dell’incontro. Non sempre i piani partita si possono rispettare e bisognerebbe essere più reattivi ad effettuare le giuste contromosse.

Andrea Crosariol: Sa di poter rimanere in campo per 35 minuti non avendo un cambio adeguato pronto a prenderne il posto, ma se commetti un paio di scelleratezze ti mandi in panchina da solo con l’unica conseguenza di innervosire compagni e terna arbitrale, un pochino più di concentrazione, please.

Torey Thomas: Siamo convinti che sia veramente più utile lui di Mack nel prosieguo della stagione? Il buon Thomas non guarda neanche più il canestro e usarlo solamente come jolly difensivo sembrerebbe un lusso per una Vuelle che deve salvarsi. Se arriverà durante la pausa della Coppa Italia l’ultimo rinforzo comunitario, la società dovrà riflettere seriamente sul giocatore da sacrificare.

 

DAGLI ALTRI PARQUET:

Varese espugna al supplementare il campo di Avellino rimanendo solitaria in vetta inseguita a due lunghezze da Sassari che continua a segnare 100 punti come niente fosse travolgendo Montegranaro nella ripresa, prosegue il buon momento di Roma che sale al terzo posto scavalcando Cantù dopo la vittoria ottenuta sul campo dei brianzoli nel posticipo serale. Milano accentua la crisi di Bologna, giunta alla settima sconfitta consecutiva, mentre per la lotta playoff importanti i successi esterni di Caserta a Cremona e di Venezia a Reggio Emilia. Brindisi-Siena sarà il posticipo del lunedì.

 

 

Un commento to “Né ultimi né penultimi ma il problema resta al centro”

  1. giorgio secondini scrive:

    forse con Mancinelli ed uno come Lideka e il recupero di Traini Varese trema

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