Antismog, Porto a Donati: “Falsità, pronte le vie legali”

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29 gennaio 2013

PESARO – Dura replica di Tarcisio Porto all’assessore regionale Sandro Donati: «Sulle centraline non dica falsità o andremo per vie legali». Poi rincara la dose: «Noi non giochiamo allo scaricabarile. Il suo modo di agire è estremamente grave: le responsabilità davanti ai cittadini sono chiare. Lo dimostrano gli atti e le normative». A questo punto, parte la ricostruzione dell’assessore provinciale all’Ambiente.

L'assessore Tarcisio Porto

Punto primo: «Donati afferma che la centralina di Fano in via Montegrappa non rientrerebbe nella rete di interesse europeo. Non è esatto, perchè la collocazione di quella stazione è stata concordata con il dipartimento Arpam di Pesaro, considerato dal dipartimento regionale come quello di eccellenza, nel rispetto della normativa europea, recepita con decreto ministeriale 60 del 2002. I requisiti tecnici di microscala e macroscala, seguiti per il posizionamento delle stazioni fisse, sono stati ripresi integralmente dal vigente decreto legislativo 155 del 2010, a sua volta recepimento di direttive europee. Peraltro, tutte le operazioni di posizionamento delle centraline sono sempre avvenute nel più totale rispetto non solo della legge ma anche delle linee guida per la predisposizione delle reti di monitoraggio della qualità dell’aria redatte dall’APAT Agenzia per la protezione  dell’ambiente per i servizi tecnici nell’anno 2004. E alla luce di queste nuove disposizioni la Provincia, in accordo con Arpam, con i Comuni di Pesaro, Fano e di tutti quelli compresi nella zona A, ha costituito la nuova rete provinciale e futura rete regionale, accreditata dei previsti requisiti tecnico-scientifici, formata dalle stazioni di Pesaro in via Scarpellini (stazione di fondo urbano), di Fano in  via Montegrappa (stazione di traffico-urbano) e Urbino (stazione di fondo sub-urbano). Mantenendo, sino alla scadenza del contratto di manutenzione, anche le stazioni di Morciola (Urbana) e quella di Marotta (impatto terza corsia autostradale).

Punto secondo: «Le tre stazioni di Pesaro, Fano e Urbino sono state inserite nella nuova rete regionale attraverso l’approvazione della delibera della giunta regionale 1676 del 18 dicembre 2011, atto inviato come nuova rete regionale al ministero dell’Ambiente».

Punto terzo: «Con l’entrata in vigore del decreto legislativo 155 del 2010, è chiaramente assodato che la gestione delle rete è a carico della Regione. La Provincia di Pesaro e Urbino si è accollata la gestione della nuova rete regionale sino al termine del contratto della manutenzione con la Ecos di Ancona, scaduto il 31 dicembre 2011, poi eccezionalmente  prorogato sino a tutto il 2012 con atto dirigenziale che, date le circostanze, ha rappresentato un vero e proprio equilibrismo amministrativo e contabile, considerata l’ attribuzione di competenze alla Regione».

Punto quarto: «Con grande senso di responsabilità la Provincia, con il proprio personale, unitamente ai tecnici Arpam di Pesaro, continua la manutenzione ordinaria della rete regionale per consentire, malgrado tutto, la rilevazione dei dati. Ciò per non disperdere le informazioni sulla qualità dell’ aria ed in particolare quelle relative al Pm10 della stazione di Fano in via Montegrappa, che la Regione non vuole più inserire nel sistema regionale proprio nel periodo più critico dell’anno.

Punto quinto: «La Provincia gestisce insieme all’Arpam il mezzo mobile, che sarà impiegato in via straordinaria nel momento in cui la stazione di Fano, per carenza di manutenzione, dovesse andare in panne».

Punto sesto: «Donati è fuori luogo quando cita l’esempio di altre Province che continuano ad operare autonomamente la manutenzione delle loro reti. La Provincia di Pesaro e Urbino, unitamente all’Arpam, pubblica dati regolarmente validati dal 1999 con contratti di manutenzione ordinaria e straordinari stipulati regolarmente. La scadenza dell’ultimo contratto è avvenuta il 31 dicembre 2011 e non è più prorogabile. La situazione di Pesaro e Urbino è dunque sostanzialmente diversa da quella di altre Province, come ad esempio Macerata, che hanno iniziato ad operare in anni più recenti e hanno contratti ancora in vigore. A questo punto, sorge spontanea una riflessione sulle affermazioni dell’assessore regionale, che pare allinearsi a coloro che ritengono che per eliminare l’inquinamento atmosferico sia sufficiente non misurarlo. Si tratta di posizioni che, se confermate, assumono il sapore dell’espediente per evitare le sanzioni europee.

Ultima annotazione dell’assessore provinciale: «Viene da chiedersi per quale motivo è stato escluso il dipartimento Arpam di Pesaro dalla gestione tecnica della nuova rete regionale, quando questo è sempre stato considerato il polo di eccellenza per le tematiche legate all’aria. Il dipartimento provinciale di Pesaro e Urbino – conclude Porto – è oltretutto dotato di uno dei pochissimi microscopi elettronici presenti in Italia, in grado di effettuare analisi quantitative delle polveri per indagare la vera natura e le origini dell’ inquinante».

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