Gabicce, il ceramista che incanta i bambini

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29 gennaio 2013

GABICCE MONTE – In mezzo alla crisi c’è anche chi è disposto a dare un senso più profondo alla sua vita di uomo e di imprenditore rendendosi disponibile non solo a regalare emozioni ma aiuti concreti.

Foschi e i bambini del Salesi

E’ il caso Daniele Foschi imprenditore artigiano con una avviata attività di lavorazione della ceramica nei suoi laboratori a Tavullia e a Fanano di Gradara che è diventato famoso grazie alla sua attività estiva.

Da ben 17 anni infatti Foschi insegna a lavorare l’argilla ai bambini attraverso l’uso di un vecchio tornio artigianale. I bambini imparano così a realizzare vasetti e salvadanai portandosi a casa come ricordo un certificato di “piccolo ceramista”. Lo fa gratuitamente,  per pura passione, per vocazione naturale e non per profitto. Il suo lavoro e la sua abilità ad insegnare la lavorazione dell’argilla ai bambini è diventato negli anni un forte elemento di attrazione per Gabicce Monte dove il suo gazebo in ferro è diventato un grande laboratorio artigiano all’aperto ed una meta obbligata per migliaia di famiglie di turisti italiani e stranieri.

Ma l’attività di Foschi fa del bene non solo a Gabicce e a tanti bambini in vacanza, ma anche a quelli che stanno peggio. Le piccole offerte raccolte in salvadanai (di terracotta), ogni anno vengono infatti devolute in opere di beneficienza. “Da tre anni dono all’Ospedale Salesi di Ancona quel che raccolgo con le offerte” dice l’artigiano. Ed anche quest’anno, puntuale, Foschi ha donato al nosocomio dorico ed al progetto “Casa Sabrina” della Fondazione Salesi la somma di 2mila euro, ovvero il frutto delle piccole offerte di un’estate di lavoro.

”Lo faccio con entusiasmo per cercare di dare il mio piccolo contributo per aiutare altri bambini più sfortunati – dice Foschi – come quello che tre anni fa era stato a Gabicce ed aveva creato dei piccoli oggetti nel mio gazebo. Sono stati i suoi genitori ad annunciarmi qualche giorno dopo della sua scomparsa  raccontandomi della felicità che il loro bambino aveva provato realizzando quel piccolo vaso”. Quel piccolo angelo era in cura al Salesi. Avevo già fatto della beneficienza ma da allora  ho deciso di donare ogni anno il ricavato delle offerte alla Fondazione Ospedale Salesi”.

A Daniele Foschi, artigiano iscritto da anni alla CNA, non piacciono le celebrazioni. “Ho sempre fatto tutto da solo, per passione, per amore dei bambini. Ho voluto che anche loro provassero la stessa emozione che ho provato io da piccolo quando ho creato il mio primo vasetto e, ogni volta che vedo i loro volti stupiti nel creare il loro primo oggetto, mi sento appagato di tutto quello che ho fatto e che faccio”. Lo faccio per tutti quei bambini che, per colpa della tecnologia e della distrazione dei propri genitori, rischiano di dimenticare l’importanza della manualità e della creatività, e di quanto sia bello ed esaltante poter creare oggetti con le proprie mani”.

Daniele Foschi, al quale in verità le istituzioni non hanno mai dato una gran mano (“devo pagare anche la tassa di occupazione del suolo pubblico e ho dovuto persino crearmi un piccolo pozzo per l’uso dell’acqua”), non molla ed è già carico di entusiasmo per la prossima stagione, pronto a regalare un’emozione e a fare la sua parte nei confronti di chi sta peggio.


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