Pd Marche, una squadra di volontari “social”. Intervista a Ucchielli

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29 gennaio 2013

ANCONA – Nella comunicazione lui ci ha sempre creduto: Palmiro Ucchielli, segretario regionale del Partito Democratico delle Marche, ha messo in piedi una squadra ‘social’ per lavorare sul web. Sono attivi e aggiornati quotidianamente il profilo Facebook Pd Marche, la pagina Facebook di Palmiro Ucchielli, gli account Twitter @PdMarche e @palmiroU, oltre a Google+ Pd Marche.

A lavorarci, una redazione di giovani volontari.

Palmiro Ucchielli

Palmiro Ucchielli (foto Marco Giardini)

Ucchielli, comunicare per acquisire consensi?

Direi comunicare per essere cittadini. Fornire informazioni, notizie, dati, aiuta i cittadini a scegliere e in democrazia la scelta, libera e consapevole, è fondamentale per esercitare davvero, concretamente, i propri diritti.

Non trova limitativo il fatto che spesso su Facebook e Twitter si adoperino slogan invece di ragionamenti più ponderati, più complessi?

Lo slogan non è neutro, dipende da quali contenuti esprime. Posso scrivere: ‘abbasso le tasse’, ed è uno slogan che troverebbe il consenso di tutti, però poi scopro che nel programma di chi toglie le tasse, c’è come conseguenza anche l’eliminazione delle scuole e degli ospedali. Piacerà ancora a tutti,quello
Posso sintetizzare un programma di dieci pagine in un tweet, però debbo correttamente indicare anche la pagina dove il cittadino possa trovare il testo integrale, per poterlo leggere, commentare, criticare.
Insomma, la comunicazione è fondamentale non tanto per lanciare slogan, quanto per fornire ai cittadini gli strumenti per conoscere, per capire, per discutere, anche per contestare, ecco perché un grande partito popolare come il PD è in prima linea e più che lanciare slogan di protesta, offre slogan di proposta.

Il Pd sarà in prima linea, ma in realtà è stato Grillo a fare di internet il mezzo privilegiato di comunicazione.
E’ vero, ma il modo di comunicare di Grillo è verticistico, più che informare deve dettare la linea, imporre diktat, inviare messaggi alla cerchia dei suoi per dire cosa è giusto o cosa è sbagliato. La rete si può usare in tanti modi e Grillo la usa per controllare e per emanare ‘decreti’.

Poi c’è Berlusconi, come disconoscergli il ruolo di grande comunicatore?
Berlusconi è un grande comunicatore, certo, peccato che dal 1994 comunichi solo favole, bugie, promesse che non ha mai mantenuto.

Eppure ogni volta che parla, le sue parole fanno la copertina di giornali e tv.

Perché il suo gioco è alzare il tiro. I sondaggi lo danno in discesa? E Berlusconi allora la spara grossa, ad esempio loda Mussolini nella giornata della Memoria. Domani potrebbe promettere di regalare un posto di lavoro a tutti i disoccupati, sapendo naturalmente di non poter mantenere tale impegno, come non è riuscito a rispettare il famoso ‘contratto con gli italiani’. Berlusconi ha sempre parlato alla pancia del paese, noi parliamo alla testa e al cuore.

E come?

L’Italia giusta, per riprendere, appunto, lo slogan di questa campagna elettorale la si costruisce non raccontando più favole. Siamo stanchi degli illusionisti mediatici, e siamo stanchi anche dei milionari al potere come Berlusconi o Grillo o Montezemolo. Il potere di governo deve ritornare nelle mani del popolo e la politica deve riacquistare la fiducia persa, attraverso poche azioni, chiare e importanti: ripartiamo dal lavoro facendo trovare più soldi nelle tasche dei lavoratori dipendenti, ripartiamo da una redistribuzione delle ricchezze attraverso una tassazione più equa e pagata da tutti, ripartiamo dalle imprese attraverso interventi concreti sul sistema bancario, ripartiamo da una politica meno costosa dimezzando il numero dei parlamentari e abolendo il finanziamento pubblico ai partiti, ripartiamo dall’eliminazione del 90% della burocrazia inutile e costosa.

E ripartiamo anche da una comunicazione più sobria, o no?

Certo, e il Pd Marche lo dimostra: molti volontari e poche promesse, solo quelle che possiamo mantenere.

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