Domenicucci sui derivati: “Polemiche strumentali”

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30 gennaio 2013

PESARO – Mentre l’assessore Renato Claudio Minardi definisce “irresponsabili e non veritiere” le dichiarazioni del consigliere provinciale Pdl Mattia Tarsi sulla questione derivati e rende noto che, insieme al presidente della Provincia, si “tutelerà” nelle sedi opportune, sulle polemiche sollevate dall’opposizione interviene anche il direttore generale Marco Domenicucci.

Domenicucci

Marco Domenicucci, direttore generale della Provincia

“La vicenda – evidenzia – risale a 10 anni fa, è stata più volte spiegata e chiarita in tutte le sedi. Chi fa polemiche riferendosi ora al caso Montepaschi Siena strumentalizza”.

Aggiunge Domenicucci: “L’operazione, relativa alla gestione del debito, è stata attuata da molti altri enti locali e amministrazioni. E anche dal ministero dell’Economia e delle finanze. I contratti sono stati sottoscritti per tutelarci dall’aumento dei tassi di interesse, con l’inserimento di un tetto massimo”.

Quindi: “L’operazione è servita a darci certezza sui costi variabili degli interessi”. Tra l’altro, va avanti Domenicucci, “gli oneri finanziari attuali e le stime di quelli prospettici nel prossimo triennio, compresi i derivati, sono in calo. Questo è dovuto anche a una gestione attiva del debito: solo per fare un esempio abbiamo estinto 5 milioni di mutui a fine dicembre. Il nostro costo del debito non è il problema. I problemi derivano dal patto di stabilità, dalle minori entrate”.

Aggiunge il direttore generale: “Le operazioni vanno viste nel quadro complessivo, nell’ottica della gestione del debito, non si possono estrarre così come è stato fatto dall’opposizione. Il rischio di bilancio con i derivati e di un aumento della spesa in futuro non c’è: l’impatto medio è di 200mila euro all’anno, su un valore di contratti di 47 milioni. Quanto fa in percentuale? Un costo prospettico annuo che si aggira intorno allo 0.4 per cento per cento. Nella peggiore delle ipotesi, l’incidenza prospettica a scadenza si aggirerà sempre intorno ai 250mila euro in media all’anno. L’operazione viene bilanciata, tra l’altro, dal minor costo complessivo sul debito. Il tasso medio dell’indebitamento della Provincia, compresi i derivati, è pari al 3,2%”.

Non solo: “La rata per interessi, compresi i flussi dei derivati sta calando. Per ciò che riguarda Nomura, il concetto alla base del contratto è abbassare la quota interessi di tasso fisso, in funzione dell’andamento dell’Euribor. E dal 2008, il tasso variabile è crollato per le nota crisi economica-finanziaria mondiale. E si è risparmiato così sul resto del debito”.

Conclude il direttore generale: “Facendo una simulazione, se avessimo sottoscritto dall’inizio mutui a tasso fisso, con i tassi attuali avremmo speso oltre 3 milioni in più”. E cita i dati della Corte dei Conti del 2012: “L’impatto degli interessi sui bilanci delle amministrazioni provinciali? La media sulle entrate correnti è del 7,6 per cento. Noi ci fermiamo al 5%”.

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