Sel alla Provincia: “No alla vendita del Mamiani e al suo spostamento al Campus”

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31 gennaio 2013

Da Sel, Sinistra Ecologia Libertà Pesaro, riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato:

 

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PESARO – Dopo il buco di bilancio creato dalla precedente Amministrazione provinciale con la “finanza creativa” e l’acquisto di titoli tossici, a cui si sono aggiunti i tagli di Monti, l’attuale, guidata da Matteo Ricci, rischia di essere foriera di guai anche peggiori per la città. La decisione di vendere il Mamiani e procedere al suo trasferimento al Campus con il contorno di un’altra colata di cemento in un’area già satura, non solo è urbanisticamente sbagliata, ma viene fatta nel momento meno adatto dal punto di vista banalmente economico per il perdurare della crisi edilizia.

Insomma la concentrazione delle scuole superiori al Campus è un non-senso urbanistico, che aumenterà la congestione del traffico in alcune ore della mattina e favorirà una “ghettizzazione” degli studenti.

Ripianare il buco di bilancio con una operazione edilizia ci pare una scelta da politica “vecchia” e quasi disperata alla luce degli improbabili ritorni economici.

Ci domandiamo cosa faranno Rifondazione e Italia dei Valori, ora uniti nella “lista Ingroia”. Registriamo che ci hanno dato lezioni di opposizione, ma esclusivamente a parole, perché senza fiatare hanno approvato la privatizzazione delle azioni Aspes, dopo che qualche mese prima avevano chiesto le firme ai cittadini per un referendum che tutelasse l’acqua bene comune! Questa volta chiediamo a Rifondazione e Italia dei valori di essere coerenti con quanto detto riguardo alla tutela del territorio e alla lotta alla speculazione edilizia.

Crediamo che il no alla cementificazione del Campus e il mantenimento del Mamiani nel contesto del centro storico valgano la pena di contrastare questa gestione poco felice dell’Amministrazione Provinciale.

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Un commento to “Sel alla Provincia: “No alla vendita del Mamiani e al suo spostamento al Campus””

  1. Nicola Giannelli scrive:

    Allontanare dal centro le funzioni che lo rendono vivo accentua il rischio desertificazione del centro, specialmente in quelle città nelle quali il centro storico non è beneficiato da significativi flussi turistici. La concentrazione in un’unica area di tutte le scuole superiori non corrisponde a criteri di razionalità urbanistica attuale. E’ un’idea dell’urbanistica di quarant’anni fa. A questo si aggiunge che i cittadini dovrebbero esseere affezionati all’idea che una scuola storica sia mantenuta nella sua sede tradizionale. La costruzione della nuova scuola dovrebbe inoltre aggiungere altro cemento e metri cubi in una città dove già c’è un’enorme eccesso di offerta sulla domanda. In queste condizioni di mercato che cosa potrà ottenere il dalla vendita della sede attuale? Inoltre resta ancora molto da lavorare sul destino di importanti contenitori in zone centrali della città, come l’ex psichiatrico. Che fretta ha il Presidente Ricci di annunciare questa operazione immobiliare in campagna elettorale? Non potrebbe il futuro Governo Bersani offrire nuovi strumenti di intervento per sbloccare la programmazione urbanistica e le spese di manutenzione scolatica? O Ricci pensa che perderà?

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