“Sua moglie è nata in Etiopia? Allora non la prendiamo”

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1 febbraio 2013

PESARO – “Cerchiamo personale che però sia italiano italiano”. “Non vogliamo non italiani”. “Assumiamo in base al colore della pelle”. Non erano materialmente affissi questi cartelli al di fuori di un hotel pesarese la cui titolare s’è segnalata i giorni scorsi per un’incredibile episodio di inciviltà, ma è come se lo fossero.

Pierpaolo Loffreda con la moglie Sadia

Pierpaolo Loffreda con la moglie Sadia

I fatti sono andati così. Mercoledì scorso Pierpaolo Loffreda, noto critico cinematografico pesarese, tra le altre cose docente all’Accademia delle Belle Arti di Macerata, ha risposto per la moglie a un annuncio trovato sulle serrande di un albergo del lungomare: “Cercasi personale”. “Ho telefonato per mia moglie Sadia – racconta contrariato per quanto successo – chiedendo se serviva un’aiuto cuoca. La signora mi ha risposto affermativamente, mostrandosi entusiasta di fronte alle mie parole che le spiegavano come Sadia avesse esperienza nel settore. Poi, però, per correttezza, le ho detto che mia moglie – pur essendo cittadina italiana da tre anni e mezzo – è nata in Etiopia. Volete sapere la risposta dell’albergatrice? Mi ha detto: “Allora no. Noi cerchiamo solo italiani”. “Ma mia moglie è italiana”, ho ribattuto, però lei ha continuato dicendo che nel suo albergo cercavano personale “italiano italiano”, nel senso di nato e cresciuto nel nostro civilissimo Paese”.

“Al che le ho detto che, secondo me, cercavano personale ariano più che italiano – continua il racconto Loffreda – ma la signora era talmente ignorante che mi ha risposto così: “No, che vuol dire ariano? Ho detto “italiano italiano”. Sono senza parole. Indignato da un episodio che dimostra il livello infimo della nostra cultura”.

Loffreda parla a ragion veduta, “dato che ho veramente girato il mondo intero e so come vanno le cose negli altri Paesi”. “In Etiopia, ad esempio, una nazione di grande cultura e tradizione, nessuno si sognerebbe mai di valutare una persona per la provenienza – specifica il concetto – Anche nei Paesi del cosiddetto terzo mondo ti valutano per quello che sei, non in base al colore della pelle. Anche perché mi risulta che l’uomo più potente del mondo sia abbronzato, diciamo così. Ma da noi forse Obama non farebbe nemmeno il consigliere comunale”.

Parole forti più che comprensibili, visto quanto successo. “Mi sarei aspettato dalla titolare dell’hotel pesarese una risposta del tipo: “Ok, falla venire, la valutiamo per un periodo di tempo e poi decidiamo se assumerla per la stagione estiva oppure no”. Non certo un no a priori dovuto alla provenienza geografica. D’altronde siamo esseri umani, mica delle vacche che hanno il timbro dell’origine, anche se poi tutti si riempiono la bocca con messaggi antichi che idolatrano carni italiane, frutta italiana, prodotti e merci italiani, eccetera eccetera”.

Loffreda, che su Facebook ha ottenuto la solidarietà di decine di pesaresi indignati dal comportamento dell’albergatrice loro concittadina, conclude con parole su cui non si può che convenire: “Davanti alla crisi economica dilagante, chi non sperimenta nuove persone solo per via del colore della pelle è un coglione”.

Per la cronaca Sadia Loffreda, che vive a Pesaro da sei anni, ha lavorato in un hotel in Etiopia per otto anni, prima di avere esperienza come aiuto cuoca anche nel nostro Paese. Parla correntemente l’aramaico, l’inglese e soprattutto l’italiano… e l’albergatrice che non sa cosa significa la parola “ariano”? Senza parole.

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3 Commenti to ““Sua moglie è nata in Etiopia? Allora non la prendiamo””

  1. francesco80 scrive:

    mi associo: senza parole
    solidarietà ai coniugi Loffreda

  2. fosco deluca scrive:

    l’ignoranza nei momenti di crisi diventa ancora più cattiva
    solidarietà ai coniugi Loffreda

  3. giacomo scrive:

    Potrebbe darsi che il requisito di “italianità” sia solo relativo al fatto che i piatti serviti sono della cucina italiana e non straniera. E avendo conosciuto di persona il signor Loffreda, sono convinto che una parte del rifiuto della signora sia dovuto anche al suo modo di fare indisponente, ravvisabile anche in questo caso nel deridere una persona per la sua ignoranza ( perchè non sa cosa sia un ariano) e offendendola indirettamente (così da non poter essere denunciato) dandole della cogl…na.

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