Centraline, Porto: “Donati smentisca o nota in Procura

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1 febbraio 2013

PESARO – “Donati rischia di fare la figura dell’assessore che non conosce le sue competenze. Smentisca le sue bugie, o la Provincia manderà una nota in Procura”. Tarcisio Porto interviene ancora dopo «le nuove esternazioni dell’assessore regionale all’Ambiente Sandro Donati, che chiariscono ulteriormente le responsabilità circa l’esclusione della stazione di monitoraggio di Fano”.

L'assessore Tarcisio Porto

Così l’assessore provinciale: “La Regione continua a sostenere che la stazione in questione non è di interesse europeo. E per questa motivazione, dunque, non sarebbe inserita nella rete regionale”.

Non solo: “Donati insiste sul fatto che i dati raccolti non vengono nemmeno inoltrati al ministero”. Per Porto, niente di più falso: “In realtà – specifica -, non solo quella stazione è inserita a pieno titolo nella rete, ma figura proprio al primo posto nell’elenco dei dati trasmessi al ministero dell’Ambiente. Lo si può facilmente verificare interrogando il rapporto di riepilogo 2008-2012, reperibile sul sito “Winair Sinanet”. Ciò dimostra chiaramente come l’Ispra (ex Apat, ministero dell’Ambiente) abbia regolarmente acquisito i dati fanesi di via Montegrappa. E della trasmissione dei dati tramite modulo di interscambio informatico “Winair” sono sempre stati messi al corrente sia l’Arpam di Pesaro, sia il punto regionale Arpam di Ancona”.

Porto puntualizza ancora: “E’ stata appena pubblicata la nuova normativa sulla qualità dell’aria, il decreto legislativo 250/2012, la cui entrata in vigore è fissata al prossimo 12 febbraio. Si tratta di un provvedimento che integra e rafforza la precedente legge. In particolare, sono attribuite ulteriori funzioni alle Regioni. Che oltre alla raccolta dei dati da trasmettere al ministero dell’Ambiente, all’Ispra e all’Enea, pena il blocco dei finanziamenti da parte del ministero stesso, dovranno coinvolgere la Conferenza unificata nella qualità della misurazione e dei relativi strumenti. Oltre a curare le informazioni a disposizione del pubblico e le misure nazionali da trasmettere all’Unione europea”.

Ma non è tutto: “Viene inoltre imposta la misurazione non solo delle canoniche polveri Pm10 e Pm2.5, degli ossidi di azoto e dei precursori dell’ozono, ma anche degli idrocarburi policiclici aromatici e dei composti organici volatili, come i solventi”. Di qui, la sottolineatura della Provincia: “Chiediamo alla Regione di mantenere la stazione di Fano. Questo sforzo verrebbe ripagato con una moneta di grande valore umano e sociale: l’elargizione di un servizio di primaria importanza ai cittadini. La popolazione, che può contare su informazioni puntuali sulla qualità dell’aria da ben 13 anni, troverebbe continuità nella trasparenza garantita sinora da Provincia ed Arpam. Ora la linea della Regione sta distruggendo una strategia che portiamo avanti con caparbietà per recuperare risorse e potenziare il centro provinciale dell’Arpam a valenza regionale. Il microscopio in uso gratuito all’Arpam, grazie alla convenzione tra Provincia e università di Urbino, ha consentito di recuperare 300mila euro. La Regione ci aiuti a potenziare questa rete, non a comprometterla”.

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