La Vuelle va in Laguna per veleggiare verso la salvezza

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2 febbraio 2013

PESARO – Dall’“alto” della sua terzultima posizione conquistata dopo la vittoria contro Biella di domenica scorsa, la Scavolini Banca Marche è attesa dalla impegnativa trasferta in terra lagunare prima della sosta per la coppa Italia che si svolgerà il prossimo weekend a Milano. L’Umana è la formazione più in forma del campionato, avendo vinto sei delle ultime sette partite. Negli ultimi turni i veneziani sono andati a vincere in casa della capolista Varese (l’unica a riuscirci finora), hanno battuto Cantù e Siena, perdendo solamente contro Avellino.

Scavolini Banca Marche in azione contro Venezia nella gara d'andata. Foto Fraternale Meloni

Dimenticatevi la formazione arrendevole battuta all’andata dai biancorossi perché da quando Szewczyk ha ripreso a martellare il canestro da fuori e Clark ha risolto i suoi problemi fisici. Venezia è tornata a giocare ad alto livello e solo una partenza ad handicap l’ha esclusa dalle Final Eight di coppa Italia dove sarebbe stata la vera mina vagante. I ragazzi di Markovski dovranno approcciare l’incontro con la stessa tenacia dimostrata in questo ultimo mese e provare a portare il match ad un finale punto a punto, sperando di aver maggior fortuna rispetto all’ultima trasferta in terra romana persa di un punto con il tiro della possibile vittoria fallito da Cavaliero.

 

LA PARTITA DELLA SETTIMANA

Umana Venezia (18 punti) – Scavolini Banca Marche Pesaro (8 punti)
Domenica 3 febbraio – ore 18.15 – PalaTalercio di Venezia
Risultato dell’andata: Pesaro – Venezia 88-75
Diretta televisiva su TVRS – canale 111 del digitale terrestre

 

L’AVVERSARIA DELLA SETTIMANA

Non troverete più il nome di Denis Clemente nel roster veneziano, con l’ex play biancorosso che è rimasto in laguna il tempo di far ristabilire Igor Zoroski. Non c’è nemmeno un altro ex Vuelle come Eric Williams, ormai giunto al capolinea di una carriera non esaltante, ma il quintetto dell’Umana è comunque uno dei più omogenei del campionato con il giusto mix di esperienza e classe per poter puntare con sicurezza ai playoff. Il playmaker è Kee Kee Clark, ormai un veterano del nostro campionato, che dopo qualche partita sottotono per guai fisici ha ritrovato un ottimo stato di forma. Da guardia parte il 38enne Alvin Young che in laguna sta vivendo una seconda giovinezza. Il francese Diawara è un all around che può coprire tranquillamente tre ruoli grazie ad un ottimo tiro da tre unito a due gambe esplosive. Il vero punto di forza dell’Umana rimane comunque il polacco Szewczyk che sta viaggiando a 12 punti di media con il 38% da 3 e il 92% ai liberi e può giocare sia da centro puro sia da ala grande portando fuori l’avversario diretto per poi colpire da tre punti. Da pivot parte il nazionale Daniele Magro che si divide il minutaggio con il ceco Jiri Kubalek.

Oltre che sull’atleta della Repubblica Ceca, il coach veneziano Andrea Mazzon può fare affidamento anche sull’esperienza di Massimo Bulleri, classe ’77, e Denis Marconato, classe ’75, mentre Tim Bowers viene utilizzato come sesto uomo di lusso. In via di guarigione il play Zoroski, trattato anche da Pesaro prima dell’arrivo di Stipcevic, che insieme a Guido Rosselli compongono una panchina di tutto rispetto per una rotazione a dieci uomini di difficile lettura per gli avversari.

 

IL MOMENTO DELLA SQUADRA

Proviamo a dividere in due il roster della Scavolini Banca Marche:
Settore esterni: Rok Stipcevic, playmaker d’esperienza indispensabile per le speranze di salvezza pesaresi; Torey Thomas, americano senza punti nelle mani usato come arma tattica in fase difensiva; Daniele Cavaliero, guardia tiratrice di grande carisma in grado di uscire dalla panchina e di essere subito “on fire” e capace di giocare anche play pur con qualche svarione di troppo in fase di costruzione del gioco; Tarence Kinsey, guardia con tiro da fuori perfezionabile ma con un arresto dai quattro metri da manuale e buona intelligenza cestistica; Antwain Barbour, classica ala tuttofare con tiro altalenante ma con doti esplosive in entrata chiuse spesso con esaltanti schiacciate; Alessandro Amici ala di due metri in fase di crescita sia tecnica sia caratteriale, in grado comunque di restare sul parquet in questa serie A per una decina di minuti.

Settore lunghi: Andrea Crosariol, nove punti e sei rimbalzi di media ma 7 partite su 17 nelle quali ha segnato meno di cinque punti e non è riuscito a rimanere sul parquet più di 15 minuti causa problemi di falli, spesso evitabili; Sylvere Bryan, 32enne con un fisico da quarantenne, italiano di passaporto, utilizzato da Markovski per meno di dieci minuti a partita; Simone Flamini capitano coraggioso alle prese con una serie di problemi fisici che ne limitano il rendimento e ne consiglierebbero qualche turno di riposo che comunque finora sta viaggiando ad 1,1 punti a partita in 17 minuti d’utilizzo, peggiore media punti/minuti del campionato; Lamont Mack, ala grande con pochissimo gioco dentro l’area che sta tirando più volte da tre che da due e non arriva a 5 rimbalzi di media in una squadra che è penultima nei rimbalzi totali e ultimissima in quelli offensivi.

Da un’attenta analisi di questi dati dove servirebbe un rinforzo per la Scavolini Banca Marche? E soprattutto in quale reparto sarebbe il caso di intervenire sul mercato prendendo un comunitario con l’inevitabile sacrificio di uno dei cinque stranieri?

Nella settimana nella quale Stefano Mancinelli ha firmato per Cantù, giusto approdo per il capitano della Nazionale che in Brianza può puntare a una semifinale scudetto, mentre a Pesaro poteva arrivare al massimo al terzultimo posto, Montini ed Ebeling non se la sono sentita di usare l’ultima cartuccia a disposizione, rinnovando la fiducia a Mack, finito sul banco degli imputati dopo qualche prestazione sottotono, declinando per adesso diverse offerte di giocatori arrivate dalla Legadue, tra le quali anche quella di Miroslav Todic, bosniaco di Forlì che la società romagnola cercava di piazzare prima di risolvere i propri problemi economici con l’arrivo di un nuovo sponsor. Ma avrebbe avuto senso tagliare uno dei pochi lunghi a disposizione anche per far posto ad un giocatore dalle caratteristiche più interne come Todic? Oppure sarebbe più saggio rinunciare a Thomas (3 punti di media) aggiungendo un centro in una formazione notoriamente in difficoltà sotto canestro?

Si potrebbe obiettare che rinunciando all’americano, in caso di qualche malaugurato problema fisico di Stipcevic, la Vuelle si ritroverebbe con il solo Cavaliero come play, ma Daniele può comunque tamponare il buco in caso di emergenza, mentre quando manca Crosariol Markovski si deve inventare tattiche strane come Barbour da numero quattro. Per adesso si va avanti così, ma la pausa di due settimane sarebbe l’occasione giusta per andare a cercare l’ultimo rinforzo decisivo per raggiungere una complicata salvezza.

 

IL DUELLO CHIAVE

Rok Stipcevic vs Keyden Clark
Bella sfida tra due playmaker determinanti per il rendimento delle loro squadre: più ragionatore il croato capace anche di colpire frequentemente da tre punti, maggior velocità per l’americano che nel gioco in contropiede ha il suo punto di forza.

 

UN PO’ DI NUMERI

Andrea Crosariol terzo nella percentuale da due punti e ottavo nelle stoppate, Rok Stipcevic quinto nella percentuale da tre, Antwain Barbour sesto nelle palle recuperate e nei minuti giocati. Pesaro quarta nelle palle recuperate, quinta in quelle perse, quartultima nella percentuale ai liberi, terzultima negli assist, penultima nei rimbalzi totali e nei punti realizzati, ultima nei rimbalzi offensivi.

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