Lavoro, in provincia un’azienda su due irregolare

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2 febbraio 2013

PESARO – I due terzi delle aziende ispezionate nelle Marche risulta irregolare: ciò è quanto emerge dai dati relativi all’attività ispettiva forniti dalla Direzione regionale del Lavoro e rielaborati dall’Ires-Cgil Marche.

Secondo questi dati, nella provincia di Pesaro Urbino sono state ispezionate 1.260 aziende delle quali 671 sono risultate irregolari. I lavoratori irregolari sono 1.601 dei quali 240 totalmente in nero. Inoltre sono stati recuperati 2,9 milioni di euro di contributi e previsti 665 mila euro di sanzioni.

Le irregolarità che si sono riscontrate maggiormente riguardano la disciplina in materia di orario di lavoro, le violazioni relative all’applicazione corretta della tipologia contrattuale in particolare per quel che riguarda i contratti flessibili (ad esempio contratti flessibili che in realtà mascherano rapporti di lavoro dipendente).

I settori dove maggiormente si è palesata la presenza di lavoratori irregolari o in nero è il terziario, seguito dall’industria e dall’edilizia.

“Questi numeri confermano l’incapacità della riforme Fornero-Sacconi ad arrestare un fenomeno sempre più dilagante ed il proliferare dell’illegalità nel mercato del lavoro – spiega Loredana Longhin, segretaria confederale di Cgil Pesaro e Urbino – I dati evidenziati non ci fanno stare tranquilli, anche perché la flessione dei lavoratori irregolari deriva dalla crisi occupazionale”.

Per la Cgil la causa va ricercata da un lato negli effetti perversi di una crisi di cui non si vede a breve la fine, ma anche nell’inefficacia di tanti provvedimenti come le riforme del mercato del lavoro targate Sacconi-Fornero.

“Riforme – puntualizza Longhin – varate sulla carta per contrastare il lavoro irregolare e far emergere il sommerso, ma che hanno solo finito per fare impennare la precarietà senza, di fatto, produrre significativi risultati. Oggi più che mai per la Cgil – conclude Loredana Longhin – c’è bisogno di una profonda svolta nelle politiche economiche come del resto è stato sottolineato nel Piano del Lavoro presentato dalla Cgil la scorsa settimana a Roma. Un documento che può risultare utile per superare la fragilità del tessuto produttivo ed economico del paese e di conseguenza del nostro territorio. Il Paese ha bisogno di risposte e di progetti veri che affrontino i problemi drammatici come la disoccupazione, il calo della produzione e del reddito delle famiglie”.

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